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l'incontro

Salvini rivoluziona i trasporti: porti sotto una società e in Sicilia gli aeroporti saranno tutti accorpati

Gli effetti del piano nazionale aeroporti 2026-2035 nel percorso di privatizzazione e nuove opportunità per l'isola

13 Maggio 2026, 13:12

13:20

Salvini rivoluziona i trasporti: porti sotto una società e in Sicilia gli aeroporti saranno tutti accorpati

Dai rincari dei trasporti marittimi alla riforma dei porti, fino al nuovo Piano nazionale degli aeroporti al 2035 che unifica gli scali regionali in sinergia fra loro e inserisce lo scalo di Agrigento fra quelli strategici del sistema regionale. Domani il governatore Renato Schifani avrà di che parlare con il suo amico ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che in queste ore sta rivoluzionando il sistema dei trasporti, con significative conseguenze anche sulla nostra Isola.

Dopo la contestatissima riforma che pone le 16 Autorità di sistema portuale italiane sotto la regia di un’unica società nazionale - riforma che solo ora, dopo la bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato che ne ha falcidiato le parti patrimoniali più importanti, affronta un iter parlamentare irto di insidie dentro e fuori la maggioranza - adesso Salvini ha messo mano anche alla rete degli aeroporti puntando alla loro unificazione, proprio ora che molti scali, compresi Palermo e Catania, hanno avviato il processo di privatizzazione.

Con il Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035, elaborato dall’Enac e presentato ieri alle parti sociali a Roma da Salvini col viceministro Edoardo Rixi e il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, lo schema aeroportuale italiano viene ribaltato. L’obiettivo di partenza è di passare dagli attuali 230 milioni di passeggeri l’anno a 305 milioni entro il 2035. Gli strumenti sono condivisibili da chiunque: l’integrazione con la rete ferroviaria per l’intermodalità degli spostamenti, la sostenibilità degli scali, la digitalizzazione, l’innovazione tecnologica e la diffusione di carburanti sostenibili.

Ma il nodo è sul “come” arrivarci. Nella presentazione è scritto che «il Piano sostituisce 41 aeroporti autonomi con 13 Sistemi aeroportuali integrati per una gestione sinergica ed efficiente, valorizzando la riserva di capacità degli aeroporti meno congestionati e traguardando anche la specializzazione di ruolo nell’ambito del sistema stesso».

Dalla riunione sono trapelati alcuni dettagli: ci sarà la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino; sarà creato l’aeroporto di “Roma Urbe” collegato a scali minori dell’Italia centrale; il Sistema aeroportuale integrato campano completerà l’offerta degli aeroporti di Napoli e Salerno con Grazzanise, quest’ultimo per uso duale militare e civile; a Linate si prevede il potenziamento dell’aerotropoli e delle interconnessioni modali, aprendo rotte entro 1.500 km e voli business extra Ue per aumentare domanda e competitività; Grottaglie potrà essere un hub anche per voli suborbitali e nuove attività aerospaziali in Italia; e la Regional Air Mobility includerà aeroporti minori per garantire accessibilità e copertura capillare agli scali principali. Infine, l’introduzione di velivoli elettrici e dell’advanced air mobility migliorerà la connettività urbana e ridurrà i tempi di spostamento.

Riguardo alla Sicilia, la presentazione è vaga: «Si prevedono interventi specifici che possano garantire livelli adeguati di accessibilità e mobilità nell’Isola, affrontando le sfide dell’insularità». Oltre a questo, Salvini ha spiazzato i rappresentanti delle parti sociali annunciando anche l’inserimento dell’aeroporto di Agrigento nel Piano fra gli scali strategici della regione.

Si prevede poi lo sviluppo del trasporto cargo «con infrastrutture razionali dedicate e l’integrazione con le reti Ten-T, migliorando la competitività logistica nazionale attraverso tecnologie innovative, ottimizzazione dei processi, favorendo investimenti e partnership per rafforzare l’Italia nel mercato globale con efficienza e sostenibilità».

Oltre al vertice convocato da Salvini con Schifani domani per la vicenda della scadenza della convenzione con Caronte & Tourist e l’aumento degli biglietti dei traghetti per le isole minori siciliane, il prossimo passo sarà il confronto in Conferenza Stato-Regioni, e qui si capirà davvero l’impatto di questa riforma sulle Regioni e sugli enti pubblici che spesso sono azionisti delle società di gestione o, come nel caso della Sicilia, sui processi di privatizzazione già avviati: cambiare le carte in corso d’opera potrebbe scoraggiare gli investitori. E Schifani, che da sempre insiste per la privatizzazione di Punta Raisi e Fontanarossa e per la sinergia fra gli scali siciliani, avrà modo di esprimere la propria posizione su questo Piano nazionale.