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sanità

Ortopedia, l’eccellenza del San Giovanni di Dio: 1.300 interventi e chirurgia robotica

Numeri da record certificati da Agenas: addio ai viaggi della speranza per interventi ad anca, ginocchio e spalla

13 Maggio 2026, 09:58

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Giuseppe Tulumello

Giuseppe Tulumello

L’Ortopedia del San Giovanni di Dio, in controtendenza rispetto alle altre unità operative, si conferma l’eccellenza della sanità e non solo agrigentina. Un passo avanti che pone il San Giovanni di Dio alla stregua di altri ospedali italiani, ovviamente in ambito ortopedico, cominciato con il già direttore Rosario Lupo e proseguito con uno dei suoi medici di punta: Giuseppe Tulumello. Numeri che parlano chiaro: oltre 1.300 interventi in un anno e specialisti e specializzandi che fanno a gara per lavorare in Ortopedia nella Città dei templi. Ne abbiamo parlato con il dottore Tulumello, direttore del reparto di Ortopedia e traumatologia al San Giovanni di Dio.

Dal suo insediamento a oggi, cosa è cambiato in Ortopedia?

«Innanzitutto ho cercato di incrementare il numero degli interventi chirurgici in elezione – spiega – quindi il trattamento della parte traumatologica che nel nostro ospedale è cospicua, considerato che molte patologie traumatiche sono centralizzate al San Giovanni di Dio. Ho anche cercato di implementare il numero degli interventi in elezione, in particolar modo per la sostituzione protesica per la quale, in un passato non tanto remoto, molte persone erano costrette a recarsi fuori provincia e in altre regioni. Oggi invece vedo un avvicinarsi dei pazienti alla nostra struttura. Devo dire che ho avuto finora degli ottimi risultati e ne sono contento. Consideri che, per quanto riguarda la sostituzione protesica, trattiamo le protesi d'anca, di ginocchio, di spalla e, in alcuni casi, anche del gomito. Con il mio Maestro (Rosario Lupo ndr) si facevano oltre 1.000 interventi di protesi inversa di spalla quando ancora in gran parte d'Italia non se ne parlava nemmeno. Oggi, per la protesi di ginocchio e anche di anca, abbiamo da quasi 3 anni il supporto robotico: un robot in sala operatoria che non fa fisicamente l'intervento ma consente di valutare i risultati durante e a fine operazione e questa è una garanzia in più per il paziente».

L’Ortopedia suscita l’interesse di specializzati e specializzandi?

«, rispetto a un passato non troppo distante durante il quale giovani medici preferivano lavorare fuori, oggi al contrario molti specializzati che lavorano fuori, vogliono venire ad Agrigento. Abbiamo un concorso in itinere per la copertura di 8 posti e ci sono 30 candidati e, a differenza degli ultimi concorsi già espletati, ci sono diversi specialisti, mentre prima erano più che altro specializzandi, che vorrebbero venire a lavorare da noi. Alcuni sono dell’Agrigentino e altri provengono da altre regioni».

Quindi un “viaggio” in controtendenza rispetto alle altre unità operative. Come mai?

«A differenza di un decennio fa, per esempio, oggi i risultati di tutti gli ospedali italiani vengono pubblicati annualmente: L'Agenas, l'Agenzia che fa capo al ministero della Salute e monitora la sanità italiana, controlla diversi parametri e pubblica i numeri di impianti. E noi registriamo già da due anni oltre 1.300 interventi all'anno. A questo si aggiunge l’elevato numero di interventi protesici di anca, ginocchio e spalla. I giovani medici sono molto attenti a queste cose. Essendoci una standardizzazione delle tecniche, quello che io faccio ad Agrigento lo si fa ad esempio a Bologna, a Milano, in altre città. I giovani medici che scelgono di lavorare ad Agrigento, oltre a offrire il loro contributo e migliorare il nostro territorio, ovviamente per le loro competenze, hanno pure l'opportunità di crescita professionale».