Società
Le opere di De Chirico sbarcano al Macc di Scicli
Dopo oltre 20 anni, torna l'arte del grande artista con una monografica in Sicilia
Dopo Emilio Isgrò, il MACc – Museo d’arte contemporanea del Carmine – dedica una nuova grande rassegna a Giorgio de Chirico. “Giorgio de Chirico. Il sole della Metafisica” aprirà al pubblico lunedì 18 maggio.
Promossa dall’associazione Sikarte in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’esposizione è curata dal professor Lorenzo Canova, membro del consiglio scientifico e del board della Fondazione de Chirico.
La mostra intende approfondire il solido legame tra l’immaginario dechirichiano e la Sicilia: un filo che attraversa il mito della Magna Grecia, l’abbacinante luce delle piazze mediterranee, le architetture barocche e le sospensioni temporali tipiche del paesaggio urbano isolano. Un rapporto che tocca anche le radici familiari dell’artista, il cui nonno era siciliano.
Allestita negli spazi del Museo in Piazza Busacca 9 a Scicli, l’esposizione propone un ampio itinerario dedicato al maestro della Metafisica, con una selezione di circa cinquanta opere in dialogo con le fotografie di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti.
«Scicli, con le sue quinte sceniche sorprendenti e le sue piazze dominate da un tempo sospeso – sottolinea il Sindaco di Scicli, Mario Marino – è il luogo in cui la luce è essa stessa sostanza dell’architettura. Ci piace pensare che questa mostra rappresenti l’occasione per un incontro inedito tra Giorgio de Chirico e la nostra città».
Il MACc di Scicli riafferma così la propria centralità nel panorama culturale nazionale: per trovare in Sicilia una monografica dedicata al grande protagonista del Novecento bisogna risalire a oltre vent’anni fa.
«L’esposizione – afferma la presidente dell’associazione culturale siciliana Sikarte, Graziana Papale – si propone di offrire un contributo scientifico e critico inedito, volto a indagare la profonda e complessa trama di rimandi che lega l’opera di Giorgio de Chirico alla Sicilia, una terra che per il Maestro ha rappresentato non solo un riferimento biografico, ma una sorgente di ispirazione estetica e intellettuale inesauribile».
Le immagini di Chiaramonte, Leone, Ninfa e Rotoletti accompagnano il percorso come “specchio reale” delle visioni metafisiche dell’artista, restituendo attraverso scorci dell’isola quel senso di mistero, silenzio e incanto che pervade la sua pittura.
«Il titolo della mostra – spiega il curatore Lorenzo Canova – stabilisce un dialogo naturale tra l’opera di Giorgio de Chirico, il paesaggio culturale della Sicilia e il contesto architettonico di Scicli. La luce mediterranea, le ombre lunghe, le piazze assolate e il barocco del Val di Noto evocano infatti le celebri scenografie metafisiche dipinte dall’artista”.
L’assessorato alla Cultura, guidato dall’assessore Giuseppe Mariotta, con caposettore Angela Verdirame, annuncia che la mostra resterà aperta fino al 1° novembre 2026.