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Nella provincia assetata di Sicilia il comune corre ai controlli contro l'inquinamento idrico ma non ha i soldi
Per risolvere il disagio a Trapani il caso e la ricerca dei soldi presi dal noleggio delle autobotti per risolvere la sete
Non bastano al Comune i soldi a disposizione per fare le analisi dell’acqua inquinata nelle condotte cittadine. Dopo i numerosi episodi di contaminazione registrati negli ultimi due mesi, l’amministrazione è stata costretta a mettere mano al bilancio e incrementare le risorse destinate ai controlli sulla potabilità, riducendo quelle destinate al noleggio autobotti. Nei giorni scorsi l'assessore Giuseppe Pellegrino ha reso noto che sono stati individuati i focolai di contaminazione causati da lavori eseguiti da ditte esterne al Comune e sono già stati effettuati gli interventi necessari. Tutta questa attività ha dunque richiesto continue verifiche dei parametri, con incremento dei costi.
Nel bilancio dell'ente, il capitolo “Analisi delle acque”, che per il 2026 disponeva di appena 5.000 euro, si è rivelato del tutto insufficiente. La determina dirigenziale a firma dell'ingegnere Orazio Amenta ha dovuto certificare questo incremento delle spese. Senza giri di parole: «Il capitolo non presenta copertura finanziaria sufficiente a garantire l’analisi delle acque per il consumo umano». Che tradotto significa che con i fondi disponibili non si riusciva più a far fronte ai campionamenti necessari. Così il Comune ha dovuto correre ai ripari. Con una variazione economica, lo stanziamento sale a 15.000 euro, con un assestato finale di 20.000 euro. Le risorse aggiuntive sono state recuperate tagliando 5.000 euro al capitolo dedicato al noleggio dei mezzi del settore idrico. C'è la necessità – affermano dal Comune - di garantire un servizio «indispensabile per l’insorgere di situazioni di mancata tutela della salute pubblica». Insomma, non si tratta di un ritocco contabile, ma di un intervento reso inevitabile dall’aumento delle criticità nella rete idrica.
Con il potenziamento delle risorse, l’amministrazione punta a garantire controlli più rapidi e frequenti, così da individuare tempestivamente eventuali nuove contaminazioni e tutelare la salute dei cittadini. A Trapani, ricordiamo, lo scorso marzo era stato imposto il divieto di utilizzo dell'acqua potabile in aree come via Nausicaa e via dei Mille a causa di odori e torbidità. Ad oggi si registrano miglioramenti nel centro storico con la riduzione di alcune criticità, ma rimane lo stato di allerta e la preoccupazione dei cittadini in vista della stagione estiva.