Dalle persone ai luoghi
Agrigento e Tunisi, un ponte di creatività: così il progetto "In-situ" rigenera le periferie
Capofila l’Università di Palermo: architetti, artisti e sociologi a confronto per trasformare Villaseta e Montaperto in nuove mete culturali
Dal 18 al 22 maggio, Agrigento smetterà di essere solo la Città dei templi per diventare il laboratorio a cielo aperto di una nuova idea di Mediterraneo. Una delegazione tunisina di alto profilo — composta da esponenti del Ministero del turismo, accademici dell'Université de la Manouba, architetti e sociologi — sbarcherà nella città dei templi per dare vita alla fase operativa di IN-SITU, ambizioso progetto transfrontaliero cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg Next Italie-Tunisie 2021-2027.
L’acronimo, che sta per Innovation sociale inclusive pour la mise en tourisme des patrimoines urbain et péri-urbain, nasconde una filosofia profonda: ripartire dal "posto" per generare orgoglio nelle comunità. Al centro del mirino non ci sono i classici itinerari turistici, ma le "periferie dell'anima" e della geografia: i quartieri di Montaperto e Villaseta ad Agrigento, l’area di Subur nella Medina di Tunisi e l’antico acquedotto romano di Zaghouan. Luoghi spesso dimenticati, che il progetto vuole trasformare in mete di turismo esperienziale attraverso il potere dell'arte contemporanea e della partecipazione sociale.
Il progetto, che vede la Università di Palermo come capofila in sinergia con il Polo universitario di Agrigento, la Fondazione MeNO e la società Essence of Sicily, punta alla rigenerazione comunitaria prima ancora che urbana. «Entriamo nel vivo di una prospettiva concreta di futuro fondata sulla cultura dei luoghi», spiega il professore Giovanni Francesco Tuzzolino, coordinatore del progetto. Dopo i primi world cafè dedicati all'ascolto dei residenti, la settimana di maggio sarà densa di workshop itineranti e sopralluoghi, culminando il 22 maggio con un evento pubblico a Villa Genuardi. È l'inizio di un percorso che, fino al 2028, promette di dimostrare come l'arte possa essere il motore economico capace di infondere nuova linfa nei territori svantaggiati delle due sponde del Mediterraneo.