il caso
Stop ai pericolosi esorcismi con l'Intelligenza Artificiale: l'allarme della Chiesa
Le pratiche improvvisate sui social sfuggono al Diritto Canonico e rischiano gravemente di sfociare in veri e propri abusi psicologici e violenze fisiche
Nell’immaginario collettivo l’esorcista rimanda a stanze in penombra, antiche invocazioni latine e fenomeni inspiegabili. Oggi, però, la sfida più pressante per la Chiesa cattolica potrebbe celarsi nello schermo di uno smartphone o nella voce seducente di un assistente virtuale.
È in questo inedito snodo tra fede, sofferenza e cultura digitale che si è svolta la ventesima edizione del corso sul ministero dell’esorcismo e sulla preghiera di liberazione, ospitata a Roma dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e conclusa il 15 maggio 2026.
Promosso dall’Istituto Sacerdos e dal GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa), il percorso formativo ha riunito 231 partecipanti provenienti da 38 Paesi. Obiettivo dichiarato: non alimentare folklore o sensazionalismi, ma offrire criteri rigorosi di discernimento.
In un’epoca in cui la spiritualità viene spesso “smontata” e ricomposta online attraverso storytelling e pratiche energetiche, l’iniziativa ha messo in dialogo teologi, psichiatri, criminologi e neuroscienziati per distinguere l’azione del Maligno da problematiche esclusivamente psicologiche o relazionali.
Come ha rimarcato padre Luis Ramírez, molte persone segnate dall’occultismo non necessitano di un esorcismo, ma di un aiuto competente e mirato.
La vera novità emersa nel dibattito pubblico riguarda però l’irruzione dell’Intelligenza artificiale nell’orizzonte dell’esoterismo. Beatrice Ugolini, ricercatrice in criminologia e relatrice, ha richiamato l’attenzione su un preoccupante slittamento culturale: la tecnologia sta cessando di essere un semplice mezzo per diventare un “portale” verso altre dimensioni, se non addirittura un’entità sacrale e oracolare da venerare. Da questa deriva prende corpo il fenomeno degli “esorcismi fai-da-te”. David Murgia, presidente del GRIS di Roma, ha messo in guardia contro la proliferazione sul web di tutorial improvvisati e di gruppi carismatici privi di controllo, che possono sfociare in vere e proprie violenze fisiche su persone vulnerabili.
La posizione ecclesiale resta improntata alla massima prudenza: il Codice di diritto canonico (canone 1172) proibisce severamente qualunque pratica non autorizzata, riservando il rito ai soli sacerdoti specificamente formati e muniti di licenza vescovile.
La rassegna, che in via eccezionale ha coinvolto anche esponenti di altre tradizioni religiose (un rabbino, un sacerdote greco-ortodosso, un pastore evangelico e un musulmano), mostra come il bisogno di chiavi interpretative del disagio contemporaneo sia trasversale. L’IA non viene dipinta come “il nemico in sé” né come una macchina posseduta, ma riconosciuta per ciò che è: un potente moltiplicatore delle vulnerabilità umane. Offrendo risposte rapide, simulate e dall’apparenza confidenziale, gli strumenti digitali rischiano di farsi ricettacolo delle proiezioni di chi soffre, trasformando il bisogno di certezze in un inganno pericoloso.