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Scoperto il Nagatitan, il colosso asiatico da 27 tonnellate: riemerge in Thailandia il dinosauro più grande del Sud-Est asiatico
Lungo 27 metri e pesante come 9 elefanti, riscrive la storia dei giganti del Cretaceo. La scoperta partita per caso grazie all'occhio di un residente
C’è qualcosa di fiabesco nel modo in cui l’Asia sud-orientale ha incontrato di recente il suo più imponente abitante preistorico. Non tra canyon spettacolari o deserti sconfinati, ma ai margini di uno stagno comunitario a Ban Pha Nang Sua, in Thailandia, dove le acque ritirate dalla stagione secca hanno riportato in luce un tesoro inatteso.
Ciò che nel 2016 a un residente era parso una roccia dalla forma bizzarra si è rivelato essere lo scheletro parziale di un colosso dal peso di 27 tonnellate e lungo altrettanti metri: il Nagatitan chaiyaphumensis.
La descrizione formale, pubblicata il 14 maggio 2026 su Scientific Reports da un team internazionale (tra cui University College London e Mahasarakham University), segna una svolta per la paleontologia della regione.
Il nome dell’animale rende omaggio alla sua duplice eredità culturale e geografica: unisce il “Naga”, il serpente acquatico della mitologia asiatica, ai “titani” della tradizione greca, e richiama la provincia di Chaiyaphum, luogo del rinvenimento.
Gli scavi, condotti con meticolosa pazienza per otto anni fino agli inizi del 2024, hanno restituito materiale sufficiente a riscrivere i primati locali. Sono state recuperate vertebre, costole, parti del bacino e un omero lungo 1,78 metri, tutti riferibili a un unico individuo.
Le dimensioni impressionano: la creatura pesava quanto circa nove elefanti asiatici adulti. Per offrire un paragone concreto, il primo autore dello studio, Thitiwoot Sethapanichsakul, ha osservato che il Nagatitan superava probabilmente di 10–12 tonnellate il celebre “Dippy”, il Diplodoco simbolo del Natural History Museum di Londra.
Un simile salto di scala ridefinisce il quadro dei dinosauri dell’Asia sud-orientale, sopravanzando i precedenti detentori del primato regionale, come il Phuwiangosaurus (12 tonnellate) e il Tangvayosaurus del Laos (23 tonnellate).
Pur non essendo il più grande al mondo — giganti sudamericani e cinesi come il Patagotitan (60 tonnellate) e il Ruyangosaurus (50 tonnellate) mantengono il primato — il significato del Nagatitan va oltre la mera massa.
I paleontologi lo hanno assegnato ai sauropodi titanosauriformi, all’interno della famiglia Euhelopodidae. L’analisi dettagliata delle ossa indica che questa specie non appartiene a una linea evolutiva isolata e strettamente locale: al contrario, testimonia una storia evolutiva e biogeografica dei grandi erbivori molto più ampia, dinamica e complessa di quanto ipotizzato finora. Il “Serpente-Titano”, riaffiorato dal fango di uno stagno di campagna, conquista oggi la scena della scienza internazionale.