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Salute

Hantavirus: nessun allarme, strutture adeguate contro i rischi

L’Asp di Agrigento sta alzando l’attenzione sulla base della circolare del ministero, soprattutto ricordando il Covid

16 Maggio 2026, 10:56

11:01

Hantavirus, Rezza: "Here’s how it is transmitted"

Hantavirus, l’Asp alza il livello di attenzione nonostante il rischio sia considerato “basso” dall’Oms (in relazione agli eventi accaduti a livello internazionale). Dopo la pandemia da Covid-19, le istituzioni sanitarie hanno alzato l’allerta e il ministero della Salute ha diffuso una circolare con la quale, oltre a fare il punto sulla situazione a bordo della nave da crociera, dà alle Regioni le indicazioni per la sanità pubblica. Anche l’Asp monitora la situazione da vicino e la risposta sanitaria al virus. Ne abbiamo parlato con Raffaele Elia che, oltre a essere il direttore sanitario dell’Asp, è uno specialista igienista. «L’Hantavirus - spiega - così come ma la maggior parte dei virus, è zoonotico. Ciò significa che dall’animale si trasmette facilmente all'uomo. A differenza del Coronavirus, l’Hantavirus si accompagna a patologie gravi con una letalità più elevata. Tuttavia, mentre il Coronavirus si contagiava per via aerea, l’Hantavirus si trasmette grazie alla inalazione. Mi spiego meglio: la diffusione del virus avviene in ambito delle vie aeree ma riguarda le inalazioni di particelle contaminate con le urine o con le feci del roditore, quindi in un ambito molto ristretto».

Ci sono diverse specie del virus?

«Ci sono due tipologie di Hantavirus: una specie molto letale si trova soprattutto in America e determina sindrome cardiopolmonare che provoca la morte del soggetto. L'altra specie è europea, dà febbre emorragica, colpisce i reni e i casi sanguigni. Il periodo di incubazione va da una-due settimane fino a due mesi dopo l'esposizione».

Chi vive nelle zone rurali talvolta ha a che fare con roditori, è un soggetto a rischio?

«No. Il virus si diluisce nell'aria e il problema riguarda soprattutto le attività che vengono effettuate in ambienti chiusi. Come nel caso della nave da crociera».

Come avviene la trasmissione del virus?

«Solitamente da animale a uomo. La trasmissione da uomo a uomo è rara».

È un virus che può modificarsi geneticamente?

«Allora, tutti i virus a Rna, sono modificabili. Prendiamo come esempio il virus influenzale, è un virus cangiante e può variare da anno in anno ed ecco perché ci vacciniamo ogni anno. Mi permetta di sottolineare, il mio intento è di tranquillizzare le persone, che nel caso dell’Hantavirus il contagio fra uomo e uomo è molto raro. Ciò nonostante, l’Hantavirus ha un tasso di letalità elevato, intorno al 33 per cento, ciòsignifica che su 10 persone, 3 persone si contagiano e muoiono. Uno dei virus più aggressivi, per esempio, è l'Ebola che presenta una letalità ancora maggiore del 50 per cento».

Tutti i topi possono essere portatori dell'Hantavirus e quali sono i sintomi?

«No, ci sono particolari tipologie di topo. I sintomi si esprimono in insufficienze respiratorie acute, resistenti anche all'ossigenoterapia. Significa che si si abbassa notevolmente la capacità di legare l'ossigeno all'emoglobina per cui il paziente necessita di ricovero in Rianimazione».

Agrigento dispone di eventuali posti letto in Terapia intensiva per fronteggiare una emergenza?

«Assolutamente sì. Oltre alla Terapia intensiva – rianimazione, abbiamo anche la terapia semi-intensiva, quindi disponiamo di diversi posti letto».

Sotto il profilo attrezzature, il reparto è fornito?

«, ma non occorrono attrezzature particolari. Basta la Rianimazione, anche se credo comunque sia una ipotesi molto remota. L’evoluzione clinica riguarda lievi disturbi gastrointestinali con diarrea, ma l’aspetto più pericoloso è la compromissione multiorgano, soprattutto a livello polmonare e a livello renale».

Hantavirus: nessun allarme, strutture adeguate contro i rischi