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il caso

Il mistero del coccodrillo di Pistoia: Indagini a tutto campo nel laghetto artificiale

Dopo l'esclusione della fuga dallo zoo cittadino, le autorità cercano riscontri sull'origine del presunto rettile. Ma manca ancora la prova decisiva: nessuna traccia rinvenuta sulle sponde

17 Maggio 2026, 17:52

18:00

Il mistero del coccodrillo di Pistoia: Indagini a tutto campo nel laghetto artificiale

Proseguono a Pistoia le ricerche del coccodrillo che un passante avrebbe avvistato in un laghetto artificiale per l’irrigazione di un vivaio di piante ornamentali, in località Masiano, alle porte della città.

Della vicenda si stanno occupando i carabinieri forestali, che al momento non si sbilanciano sull’effettiva presenza dell’esemplare esotico.

In linea teorica, gli invasi dei vivai potrebbero costituire habitat idonei per animali di questo tipo.

L’unico elemento finora acquisito è l’assenza di tracce nei pressi del bacino in cui sarebbe stato notato il grosso rettile.

Il presunto testimone avrebbe comunque presentato una formale denuncia alle autorità.

È stato escluso che l’animale possa essere fuggito dallo zoo di Pistoia.

Qualora la presenza fosse confermata, si tratterebbe di un individuo lungo circa due metri, secondo la descrizione raccolta, difficilmente giunto in zona autonomamente.

L’ipotesi è che qualcuno lo abbia importato illegalmente quando era ancora piccolo e poi abbandonato: una congettura al momento remota e non supportata da riscontri degli esperti.

Il clima locale, nonostante il generale aumento delle temperature — e benché appena due giorni fa sia nevicato all’Abetone, sulla montagna soprastante —, non è adatto alla sopravvivenza all’aperto di una specie che in natura vive a latitudini diverse, con condizioni ambientali ben differenti.

Va però considerato che l’area è costellata di serre climatizzate in cui il coccodrillo potrebbe essere stato tenuto.

Il laghetto risulta piuttosto profondo e caratterizzato da acqua torbida e fangosa, circostanze che rendono complesse le operazioni di perlustrazione, a meno di non procedere al prosciugamento dell’invaso.

L’area resta comunque sotto costante sorveglianza dei carabinieri forestali, che hanno delimitato la zona per escludere qualsiasi rischio: fin da ieri l’accesso al pubblico è interdetto e, per prudenza, anche i militari si mantengono a distanza.