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18 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:11
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Cronaca

Pozzallo, il dramma infinito degli sbarchi dei minori

L'ultimo carico è arrivato nelle ultime ore: oltre 50 giovanissimi. Che fine faranno?

18 Maggio 2026, 11:11

Pozzallo, il dramma infinito degli sbarchi dei minori

Nella notte silenziosa di Pozzallo, il mare ha consegnato alla terra un nuovo carico di speranza e di dolore. Centinaia di volti giovanissimi, stremati dal viaggio, hanno trovato rifugio dopo giorni e notti sospesi tra onde e paura. La motovedetta della Guardia Costiera ha portato a riva 118 migranti, mentre altri cento sono stati indirizzati verso Augusta: un’operazione di salvataggio che ha trasformato l’angoscia in respiro, la deriva in approdo.

Tra loro, famiglie intere e bambini piccolissimi — alcuni di appena due anni — provenienti da Somalia, Bangladesh, Egitto, Kuwait e Siria. Hanno attraversato il Mediterraneo su un peschereccio sovraccarico, spinto dal bisogno di vita. A Pozzallo, 55 uomini, 7 donne e 56 minori hanno toccato la banchina, accolti da medici, volontari e operatori della Protezione Civile, della Fondazione Migrantes, della Croce Rossa e della Misericordia.

Il porto, abituato a vedere il mare come risorsa, si è trasformato ancora una volta in frontiera di umanità. I controlli medici, le mani tese, le coperte distribuite con delicatezza: ogni gesto ha raccontato una Sicilia che non si volta dall’altra parte. Tra i migranti, la più piccola viaggiava con la mamma, il papà, un fratellino e una sorella — una famiglia che ha sfidato l’oceano per un futuro possibile.

In quelle ore, il vento portava l’odore del sale e delle lacrime, ma anche la certezza che la solidarietà non conosce confini. Pozzallo ha accolto non solo corpi, ma storie: di fuga, di coraggio, di attesa. E in ogni sguardo rivolto verso la costa, c’era la stessa domanda che il mare ripete da sempre — quella di chi cerca un posto dove poter finalmente restare.