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L'allarme e la proposta

la Fiera dell’Agricoltura traccia la rotta: sostenibilità, satelliti e identità per il futuro della Sicilia

Gli agronomi tracciano la rotta contro i cambiamenti climatici: sinergia tra tecnologia e tutela ambientale per rilanciare il comparto

19 Maggio 2026, 06:30

la Fiera dell’Agricoltura traccia la rotta: sostenibilità, satelliti e identità per il futuro della Sicilia

Quattro giorni di dibattiti, innovazione e strategie per un settore che chiede a gran voce risposte concrete davanti alle sfide del millennio. Dal 14 al 17 maggio, il Palacongressi di Agrigento ha aperto le porte alla prima edizione della Fiera dell’Agricoltura, un debutto che ha saputo richiamare una folta platea di operatori del settore, aziende, professionisti e cittadini, uniti dall'interesse per il futuro della terra e della sostenibilità territoriale.

Protagonista indiscusso della manifestazione è stato l’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Agrigento. A tracciare il bilancio e a lanciare i temi chiave è stato il presidente dell’Ordine, Gero Barbera, che ha definito l'evento come «un importante momento di confronto sulle sfide che il comparto agricolo siciliano si trova oggi ad affrontare, tra innovazione, tutela ambientale e valorizzazione delle produzioni locali».

Il cuore dell'intervento di Barbera si è concentrato su una risorsa tanto preziosa quanto fragile: il terreno. Il presidente ha posto l’accento sulla salvaguardia del suolo, considerata la precondizione fondamentale per garantire non solo la produttività agricola, ma la stessa sicurezza alimentare delle future generazioni.

Tra degrado del terreno, erosione e gli effetti dirompenti dei cambiamenti climatici, la Sicilia agricola si trova a un bivio. La ricetta dei professionisti passa inevitabilmente da strategie sostenibili e pratiche agronomiche all'avanguardia. «Difendere il suolo significa difendere il nostro futuro», ha scandito Barbera, invocando una gestione più consapevole del territorio e una reale sinergia tra istituzioni, professionisti e imprese. Un ruolo, quello degli agronomi e forestali, ribadito come centrale nella diffusione di una nuova cultura ambientale.

La transizione ecologica non può però fare a meno dell'innovazione tecnologica. In quest'ottica, l'intervento del consigliere Piero Cumbo ha proiettato la fiera verso il futuro, illustrando le potenzialità dei sistemi di monitoraggio satellitare. Questi strumenti avanzati di indagine, ha spiegato Cumbo, giocano oggi un ruolo preventivo cruciale, agendo come veri e propri "medici" in grado di diagnosticare in anticipo lo stato di salute delle colture e l'efficienza dei sistemi agricoli.

Dalla tecnologia dello spazio si è passati, nella giornata conclusiva, alla riscoperta delle radici. La vicepresidente Maria Ala ha chiuso i lavori con un focus dedicato ai paesaggi rurali siciliani, descritti come un patrimonio culturale e identitario inestimabile. Secondo Ala, il paesaggio non è un elemento statico da musealizzare, bensì una leva strategica ed economica per uno sviluppo agricolo sostenibile e integrato con il territorio.

La kermesse agrigentina si congeda così con un bilancio ampiamente positivo. L'obiettivo per il futuro è già tracciato: fare di questo appuntamento un punto di riferimento permanente per il comparto agricolo non solo della provincia, ma dell’intera Sicilia, continuando a coltivare dialogo, innovazione e sviluppo.