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19 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:00
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il ruolo degli enti locali

"Il nostro aeroporto non è più un'utopia, ora l'unione del territorio batta la burocrazia"

Il Comitato civico ripercorre gli anni di battaglie e l'approvazione di ben 63 delibere comunali tra Agrigento e Caltanissetta. Ora l'obiettivo si sposta sui finanziamenti per i cantieri: "Costruirlo adesso sarà la parte più facile"

19 Maggio 2026, 06:55

07:00

Ipotesi di soluzione di alcune criticità sulla viabilità extraurbana

Angelo Principato

Incassato lo storico inserimento dello scalo agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti (Pna), per la Sicilia centro-meridionale è il momento delle riflessioni, dei bilanci e della programmazione. A rompere il silenzio è il Comitato civico aeroporto ed infrastrutture, anima di questa lunghissima mobilitazione, che attraverso una nota del suo presidente, Angelo Principato, analizza la portata politica e sociale di un traguardo che definire epocale non è affatto un'esagerazione.

Il focus del Comitato non si ferma alla semplice cronaca del decreto ministeriale, ma scava nel significato profondo di una vittoria che cancella decenni di scetticismo, svelando anche i retroscena di un finale di partita che ha rischiato, fino all'ultimo, di far saltare tutto.

Per anni la narrazione dominante ha dipinto l'aeroporto di Agrigento come la chimera irraggiungibile di pochi sognatori. Il commento del Comitato ribalta radicalmente questa prospettiva, rivendicando la paternità di un progetto che è prima di tutto un'opera corale, studiata nei minimi dettagli e condivisa dall'intera collettività.

La pazienza, la determinazione e la perseveranza sono state le armi con cui il movimento civico ha saputo tessere una tela di alleanze senza precedenti. Il sostegno del cartello sociale Chiesa-sindacati, il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e dei singoli imprenditori dimostrano come l'infrastruttura sia sentita come un diritto primario da tutte le componenti sane del territorio, unite per spezzare un atavico isolamento logistico e infrastrutturale.

Il network a supporto dello scalo si è tradotto in una pressione istituzionale impressionante, che il Comitato evidenzia con orgoglio numerico: ben 43 delibere approvate dai Consigli comunali della provincia di Agrigento e ben 20 su 22 adottate in quella di Caltanissetta, con il braccio operativo del Libero consorzio comunale di Agrigento a finanziare la complessa fase di progettazione e gli studi di fattibilità.

È stata proprio questa compattezza a permettere il superamento dello scoglio più duro: il parere favorevole dell'Enac, un via libera tecnico indispensabile che per decenni era sempre stato negato al territorio e che oggi certifica, davanti allo Stato, la reale sostenibilità economica dell'opera.

Il commento di Angelo Principato solleva però il velo anche sulle forti tensioni vissute dietro le quinte nelle ultime settimane. Erano infatti circolate insistenti indiscrezioni secondo cui il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti avrebbe potuto rinviare l'inclusione dell'aeroporto a successivi strumenti programmatori. Un rinvio che avrebbe gettato alle ortiche anni di studi tecnici e sacrifici burocratici. Per superare l'impasse è stata necessaria un'intensa attività di interlocuzione politica per blindare il risultato.

Ora si apre il futuro. E il Comitato lo affronta con un'analisi lucida e per certi versi paradossale: con la fine della fase autorizzativa, la posa della prima pietra e la costruzione dei blocchi aeroportuali rappresenteranno i passaggi più semplici. Le procedure e i vincoli tecnici più rigidi sono già stati superati a monte. La sfida adesso non è più tecnica, ma politica ed economica: trovare i finanziamenti. Ma con un territorio così unito, la strada sembra finalmente tracciata.