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Tombini d’epoca e condotte non mappate fermano i lavori: Palermo–Trapani via Milo rinviata al 2028
Stop tecnico e confronto con la Soprintendenza fanno slittare i lavori, faccia a faccia Rfi con il Libero consorzio
La vera causa del rallentamento del cantiere della Palermo–Trapani via Milo è emersa solo oggi: sotto il tracciato sono stati individuati 69 tombini d’epoca e due condotte idrauliche non mappate, elementi che hanno imposto uno stop tecnico immediato e una lunga interlocuzione con la Soprintendenza ai Beni Culturali. Una scoperta inattesa, che ha stravolto il cronoprogramma dell’opera e costretto Rete Ferroviaria Italiana a rivedere l’intero impianto progettuale, facendo slittare la conclusione dei lavori dal 2025 al 2028.
Nel corso di un incontro richiesto dal presidente del Libero Consorzio di Trapani, Salvatore Quinci, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana hanno spiegato tutto ciò. Un’eredità infrastrutturale complessa, che ha imposto approfondimenti tecnici e un confronto serrato con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani. Il Comitato Pendolari della Provincia di Trapani aveva già chiesto chiarimenti a Rfi sui ritardi di un’opera da oltre 100 milioni di euro, appaltata nel febbraio 2022 e considerata strategica per la mobilità della Sicilia occidentale. L’incontro con Quinci ha permesso di fare luce su aspetti tecnici rimasti finora poco noti. Ulteriori criticità riguardano il sottovia di Trapani, che dovrà essere rivisto e riprogettato in relazione alle scelte del Comune sulla protezione idraulica dell’area. Rfi interverrà solo dopo la certificazione delle decisioni dell’amministrazione.
Quinci definisce l’incontro «proficuo e illuminante», sottolineando come abbia introdotto elementi di assoluta chiarezza sullo stato dell’opera. Una volta completato il ripristino della tratta via Milo, è prevista l’elettrificazione della linea, considerata essenziale per lo sviluppo del territorio trapanese. Sul fronte dei lavori collegati, procede invece il collegamento ferroviario con la stazione di Birgi, destinato a garantire l’interazione con l’aeroporto. Dal confronto è emersa anche la possibilità di avviare uno studio per una metropolitana di superficie che colleghi i principali centri del territorio.