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Attualità

Dopo le polemiche, la mano tesa a Modica dell'associazione portatori di San Giorgio al vescovo di Noto

In una lettera aperta è illustrato il sentimento di tutto il gruppo che si è detto disponibile a trovare le migliori soluzioni per venire incontro alle richieste del presule

21 Maggio 2026, 10:55

11:00

Dopo le polemiche, la mano tesa a Modica dell'associazione portatori di San Giorgio al vescovo di Noto

I portatori di San Giorgio a Modica

Con una lettera aperta indirizzata al vescovo, il direttivo dell' Associazione Portatori di San Giorgio interviene sulle criticità emerse durante l' ultima festa patronale, riconoscendo l'esigenza di rivedere alcuni aspetti della processione e riaffermando, al contempo, il carattere profondamente devozionale della tradizione modicana.

Il riferimento è all'intervista rilasciata dal presule a Video Mediterraneo, nella quale si segnalava come, in determinati frangenti, l'eccessivo entusiasmo del corteo avesse rischiato di trasformare la processione "in una sorta di corteo profano".

Nella missiva, i Portatori ricordano che "i nostri padri ci hanno trasmesso un sentimento religioso profondo" che ancora oggi si esprime "in forme di tripudio collettivo", manifestazione autentica di un "viscerale attaccamento a San Giorgio".

Pur ammettendo che certe modalità possano risultare "eclatanti", il sodalizio accoglie il richiamo del vescovo e dichiara "piena disponibilità a farci guidare da Lei e dal nostro parroco, Don Michele Fidone, nell'individuare le modalità più adeguate affinché la festa si svolga sempre nel più profondo rispetto dello spirito religioso".

Particolare rilievo è attribuito ai momenti di preghiera, definiti "intoccabili" e indicati quali punti fermi tramandati dal clero di ieri e di oggi. Vengono richiamate le soste del simulacro davanti alla chiesa di Sant'Antonio, presso la casa di Nino Baglieri, all'oratorio dei Salesiani, nella chiesa di Santa Teresa, davanti alla chiesa di Santa Margherita e ai piedi della scalinata del Duomo di San Pietro, insieme ai brevi momenti spontanei richiesti dai residenti, che conferiscono al rito la dimensione spirituale ricercata dalla comunità.

Il direttivo non nasconde l'amarezza e la reazione "impulsiva" maturata al rientro del Santo in Duomo quando, appreso il contenuto dell'intervista, il simulacro fu deposto a terra e il presidente pronunciò "parole di forte disappunto".

A distanza di giorni, i Portatori definiscono tali comportamenti "gesti estemporanei e certamente inopportuni", frutto della difficoltà iniziale ad accogliere i toni e la tempistica del richiamo.

Passaggio centrale è l'incontro del 5 maggio in Curia con il Vicario Generale, mons. Ignazio Petriglieri, alla presenza del parroco Don Michele Fidone: una riunione ritenuta "chiarificatrice e feconda", durante la quale l'Associazione ha potuto esporre le proprie ragioni, recependo "le giuste osservazioni sui fatti accaduti" e apprezzando la disponibilità al dialogo.

Da qui è nato il "profondo desiderio" di incontrare personalmente il vescovo, desiderio che — riferisce il Vicario — è ricambiato.

In chiusura, i Portatori ringraziano per le parole pronunciate dal presule in una successiva intervista televisiva, interpretate come "segno di apertura e di paterna comprensione", e si dicono in attesa di essere ricevuti e di ulteriori indicazioni.

Obiettivo dichiarato: coniugare la forza identitaria della tradizione con la piena osservanza della sobrietà e del senso religioso che devono caratterizzare la festa del Patrono.