Attualità
Rischio scempio ambientale? Cava D'Aliga, Legambiente: "Fermate i lavori sulla falesia"
Il circolo Kiafura chiede la sospensione delle attività e presenta istanza di accesso agli atti al Libero consorzio
Il Circolo Legambiente “Kiafura” di Scicli ha chiesto la sospensione dei lavori in corso sulla falesia di Cava d’Aliga e ha presentato istanza di accesso agli atti al Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
L’associazione segnala criticità nelle operazioni avviate nell’area sottostante l’immobile denominato “La Scogliera”. Secondo quanto riferito dal Circolo, nell’area sarebbe in azione una ruspa cingolata direttamente sugli scogli e sulla parete rocciosa, circostanza che desta allarme per l’impatto sul paesaggio costiero e sulla nota fragilità del sito.
L’intervento interessa una porzione di litorale ritenuta di elevato pregio paesaggistico e particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e geomorfologico. Da qui la richiesta di piena chiarezza su iter, titoli abilitativi e modalità operative.
Legambiente Scicli “Kiafura” ha quindi inoltrato formale richiesta per visionare progetto esecutivo, elaborati tecnici e autorizzazioni, sollecitando anche la verifica della conformità a eventuali prescrizioni ambientali, paesaggistiche e tecniche, comprese quelle della Commissione Tecnica Specialistica regionale.
Considerata la natura costiera dell’area, l’associazione chiede inoltre il coinvolgimento degli uffici del Demanio marittimo, al fine di accertare quali permessi siano stati rilasciati e se le attività in corso rispettino quanto previsto.
In attesa della documentazione, il Circolo auspica la sospensione cautelativa dei lavori e invoca l’intervento del Sindaco di Scicli, affinché si faccia interprete delle preoccupazioni della comunità presso gli enti competenti.
“Siamo ovviamente favorevoli a interventi di messa in sicurezza del territorio — dichiara Alessia Gambuzza, Presidente di Legambiente Scicli ‘Kiafura’ — ma chiediamo che ogni intervento avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente, del paesaggio, delle prescrizioni tecniche e sotto un controllo attento e continuativo. Quando si interviene su una falesia costiera fragile e preziosa, la trasparenza è un dovere verso i cittadini e verso il territorio.”