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Attualità

Personale Asu, ex Lsu e caso Seus: la ricetta della Cisl Fp Sicilia

Dopo le decisioni prese dall'Ars, i solleciti del sindacato affinché siano apportati dei correttivi

23 Maggio 2026, 13:19

13:20

Personale Asu, ex Lsu e caso Seus: la ricetta della Cisl Fp Sicilia

Daniele Passanisi segretario generale Cisl Fp Sicilia

La Cisl Fp Sicilia offre una valutazione articolata del ddl 1030/A approvato dall’Assemblea regionale siciliana, riconoscendo gli avanzamenti a tutela del personale Asu e dei lavoratori ex Lsu, ma richiamando con forza alcune criticità che potrebbero ostacolare la piena attuazione delle stabilizzazioni e incidere sull’efficienza dei servizi pubblici.

Il segretario generale Daniele Passanisi definisce il provvedimento “un passo avanti significativo”, frutto di un confronto costante e di un impegno politico che va riconosciuto, pur segnalando la presenza di nodi irrisolti che esigono interventi urgenti e coordinati, sia sul piano regionale che nazionale.

Per quanto riguarda gli Asu, la federazione valuta positivamente la proroga al 31 dicembre 2027 del termine per completare le stabilizzazioni e la previsione della permanenza nel bacino, con integrazione fino a 36 ore settimanali per chi non sarà stabilizzato entro giugno 2026. Resta però assente la proroga nazionale della legge 75/2023, ritenuta indispensabile per consentire ai Comuni di assumere in deroga: senza un intervento del Governo, avverte Passanisi, molti enti locali non riusciranno a chiudere i percorsi avviati, con un rischio concreto soprattutto per i Comuni in dissesto, che non possono essere lasciati soli di fronte a vincoli amministrativi destinati a tradursi in emergenze sociali.

La Cisl Fp ricorda inoltre l’impegno assunto dalla Prima commissione dell’Ars ad attivare un’interlocuzione con l’Esecutivo nazionale e chiede di conoscere gli esiti di quel confronto, sottolineando l’urgenza dei tempi.

Sui lavoratori ex Lsu stabilizzati prima del 2014, la sigla accoglie con favore lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per il 2026 a favore dei Comuni esclusi dai precedenti riparti, fondi utili a sostenere l’incremento orario richiesto da tempo. Pur considerandolo un segnale positivo, Passanisi lo giudica non sufficiente e sollecita un confronto immediato con il nuovo assessore alle Autonomie Locali per definire criteri chiari e omogenei. Oggi, infatti, le interpretazioni difformi tra enti rischiano di produrre disparità tra dipendenti che svolgono le stesse mansioni: per questo, secondo il sindacato, è necessaria una regia unica che garantisca equità e coerenza applicativa.

Forte preoccupazione viene espressa anche per il blocco delle assunzioni nelle partecipate regionali previsto dall’articolo 24, che interessa anche la Seus. Una scelta ritenuta incomprensibile alla luce della cronica carenza di personale che affligge la società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza 118. Passanisi ricorda le denunce, reiterate da anni, sugli organici insufficienti e avverte che congelare le assunzioni proprio adesso significa ignorare le esigenze reali del sistema. Servono soluzioni strutturali, non misure tampone, e la piena funzionalità del 118 deve essere una priorità assoluta per la Regione.

Da qui l’appello a percorsi trasparenti che mettano al centro la qualità del servizio e la tutela della salute dei cittadini, al di fuori di logiche estranee ai bisogni del territorio.

La Cisl Fp Sicilia conclude richiamando la responsabilità istituzionale e rimarcando che qualità dei servizi pubblici, dignità del lavoro e certezza del futuro occupazionale dipendono da scelte amministrative coerenti e da un dialogo continuo tra istituzioni e parti sociali. “Il sindacato – conclude Passanisi – continuerà a vigilare affinché i passi avanti normativi si traducano in risultati concreti: stabilizzazioni effettive, organici adeguati e contratti dignitosi in tutta l’isola, perché la Sicilia non può permettersi ulteriori ritardi su temi che riguardano migliaia di lavoratori e la qualità dei servizi ai cittadini”.