il caso
Chiesa senza sacerdoti: ora governano le donne (ma non sull'altare)
Niente sacerdozio femminile, ma veri e propri ruoli di peso riconosciuti alle donne nel governo della Chiesa. Così Verona e l'Alto Adige affrontano l'emergenza delle parrocchie rimaste senza parroco fisso
Crisi di vocazioni e parrocchie in difficoltà: per rispondere alla carenza di sacerdoti, la diocesi di Verona ha deciso di affidare la guida pastorale anche a donne e uomini laici, chiamati a diventare il punto di riferimento quotidiano delle comunità.
La scelta è stata illustrata all’assemblea diocesana, alla presenza del vescovo Domenico Pompili, dove è stato ribadito: «Le parrocchie valorizzano la presenza delle donne nelle nostre comunità». E ancora: «Nelle parrocchie senza la presenza di un presbitero, la vita della comunità viene affidata a una guida pastorale. Questo compito può essere affidato anche a laici e laiche».
Non si tratta di “parroci supplenti”: i sacramenti e la celebrazione dell’Eucaristia restano prerogativa esclusiva dei preti. Tuttavia, come già avviene in altre realtà del Paese, la guida pastorale laica fungerà da referente stabile, mentre il sacerdote, ove necessario, si dividerà tra più parrocchie per assicurare le funzioni che non possono essere delegate.
Esempi concreti non mancano. A Roma, nella parrocchia di San Stanislao, a Cinecittà, per anni la comunità è stata retta da un diacono, affiancato dalla moglie e dai quattro figli. Da gennaio è arrivato un nuovo sacerdote che alterna messe, confessioni e altre celebrazioni con la vicina parrocchia di San Policarpo.
In Alto Adige sono circa cinquecento i laici — uomini e donne — formati per guidare le liturgie pubbliche, compresi i funerali, soprattutto nelle valli più scoperte. In alcune comunità distribuiscono la comunione ed esercitano altri ministeri di supporto, contribuendo a reggere l’urto della crisi delle vocazioni. Nei piccoli centri di montagna, dove non sempre la messa domenicale è possibile, la Liturgia della Parola viene talvolta presieduta da un laico.
Anche la diocesi di Torino, sotto la guida del cardinale Roberto Repole, ha avviato da alcuni anni percorsi formativi specifici per i laici chiamati a svolgere funzioni fondamentali nelle parrocchie prive di un presbitero stabile.
Tornando a Verona, monsignor Ezio Falavegna, docente di teologia pastorale, chiarisce: «Non c’entra il dibattito sul sacerdozio femminile, che riguarda la Chiesa universale, non certo quella di Verona. Si tratta di riconoscere ruoli di peso, anche a donne, nel governo della Chiesa».
La diocesi scaligera conta oggi 380 parrocchie e 600 sacerdoti; le proiezioni per i prossimi anni indicano un’ulteriore diminuzione del clero, rendendo necessaria una riorganizzazione che valorizzi responsabilità e competenze dei laici.