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Attualità

Il premio internazionale Livatino Saetta Costa al giornalista d'inchiesta vittoriese Giuseppe Bascietto

E' un riconoscimento che parla di coraggio e verità: "La mafia teme le parole, quando diventano coscienza collettiva"

25 Maggio 2026, 15:50

Il premio internazionale Livatino Saetta Costa al giornalista d'inchiesta vittoriese Giuseppe Bascietto

Il premio consegnato al giornalista Giuseppe Bascietto

Un riconoscimento che parla di coraggio e di verità. Il XXXI Premio internazionale Livatino Saetta Costa, dedicato all’impegno sociale, alla legalità e alla lotta alla mafia, è stato assegnato al giornalista d’inchiesta Giuseppe Bascietto, originario di Vittoria. Un premio che porta con sé nomi pesanti, legati alla memoria di chi ha scelto di non arretrare davanti al potere criminale, pagando spesso con la vita la propria coerenza.

Nel suo intervento, Bascietto ha voluto sottolineare il valore collettivo del riconoscimento: «Le mafie cambiano pelle, investono, si infiltrano nell’economia legale, ma una cosa resta immutata: il bisogno di silenzio. Ogni volta che qualcuno continua a raccontarle davvero, quel silenzio si rompe. E oggi, inevitabilmente, questo premio parla anche di questo.»

Parole che risuonano come un manifesto del giornalismo d’inchiesta, quello che non si limita a osservare ma entra nei territori difficili, fa domande, scava, racconta. «Il premio non appartiene soltanto a me, ma a chi continua a fare informazione con coraggio, a chi non abbassa lo sguardo, a chi non smette di cercare risposte anche quando sarebbe più comodo tacere.»

Il Premio Livatino Saetta Costa, intitolato ai magistrati Rosario Livatino, Antonino Saetta e Giuseppe Costa, è da anni un simbolo di impegno civile e memoria attiva. Riceverlo significa essere riconosciuti come voce che rompe il silenzio, come presidio di coscienza pubblica.

«La mafia non teme soltanto le indagini. Teme le parole, quando diventano coscienza collettiva.»

Un messaggio che arriva da Vittoria, ma che parla all’intero Paese: la legalità non è solo un principio, è un esercizio quotidiano di verità.