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Attualità

Sanità: tutto pronto per l'inaugurazione degli ospedali di comunità a Ragusa, Comiso e Scicli

Gli appuntamenti per il taglio del nastro sono in programma tutti nella giornata di venerdì

27 Maggio 2026, 15:56

16:02

Sanità: tutto pronto per l'inaugurazione degli ospedali di comunità a Ragusa, Comiso e Scicli

Il manager Asp Giuseppe Drago

Venerdì 29 maggio saranno inaugurati i tre Ospedali di Comunità realizzati a Comiso, Ragusa e Scicli grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il programma prevede tre appuntamenti: alle 9.30 a Comiso, presso l’ospedale “Regina Margherita”; alle 11 a Ragusa, al P.O. “Maria Paternò Arezzo”; e alle 12.30 a Scicli, nel padiglione N del “Busacca”.

Alle cerimonie prenderanno parte le istituzioni locali e la Direzione strategica dell’ASP.

L’attivazione di questi presidi costituisce un passaggio decisivo nel potenziamento dell’assistenza territoriale delineato dal Decreto ministeriale n. 77/2022.

Si tratta di strutture per le cure intermedie, collocate tra l’assistenza domiciliare e il ricovero per acuti, pensate per degenze brevi di pazienti con bisogni a bassa intensità clinica. L’obiettivo è prevenire ricoveri inappropriati e ridurre la pressione su reparti ospedalieri e Pronto soccorso.

L’accesso è previsto su proposta del medico di medicina generale, del medico ospedaliero al momento della dimissione, del Pronto soccorso, della continuità assistenziale o degli specialisti, previa verifica dell’appropriatezza.

A operare saranno équipe multidisciplinari composte da medici, infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, in stretto raccordo con i servizi territoriali e i medici di famiglia.

A Comiso, l’Ospedale di Comunità è stato allestito al piano terra del P.O. “Regina Margherita”, con un investimento interamente PNRR pari a 2.275.997 euro. La superficie, circa 750 metri quadrati, ospita 20 posti letto in camere singole e doppie con servizi igienici, sala pranzo e soggiorno per i degenti, sale d’attesa per i visitatori, aree ambulatoriali e locali per il personale. I lavori hanno riguardato la ridistribuzione interna degli spazi, la sostituzione di pavimenti, infissi e controsoffitti, nonché il rifacimento degli impianti elettrico, idrico, antincendio, di climatizzazione e dei gas medicali.

A Ragusa, il presidio è collocato nel P.O. “Maria Paternò Arezzo”. L’intervento, finanziato con risorse PNRR per 2.461.092 euro, ha interessato circa 1.100 metri quadrati suddivisi in due aree funzionali. La prima è dedicata alla degenza, con 20 posti letto in camere dotate di servizi e locali di supporto (ambulatorio-medicheria, sala medici, infermeria, sala pranzo e soggiorno visitatori). La seconda, destinata ad accoglienza, accettazione e riabilitazione, comprende hall d’ingresso, sala d’attesa, reception, palestra con spogliatoi e servizi, spazi e ambulatori per attività riabilitative individuali, ambienti per fisioterapisti e personale medico, oltre a una sala per psicologo e assistente sociale.

A Scicli, l’Ospedale di Comunità si trova al secondo piano del padiglione N del P.O. “Busacca”, per un investimento PNRR di 2.216.318 euro. L’area interessata, di circa 1.100 metri quadrati, dispone di 20 posti letto in camere singole e doppie con servizio igienico, sala pranzo per i degenti, soggiorno visitatori, aree ambulatoriali e locali destinati al personale. L’intervento ha comportato la ristrutturazione integrale del piano, con una nuova distribuzione interna, il rifacimento dell’impermeabilizzazione del terrazzo soprastante, la sostituzione di pavimenti, infissi e controsoffitti, oltre al completo rinnovo degli impianti elettrico, idrico, antincendio, di climatizzazione e dei gas medicali.

«Con l’attivazione degli Ospedali di Comunità – dichiara il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Dragorafforziamo concretamente la rete territoriale e mettiamo a disposizione dei cittadini strutture pensate per dare risposte appropriate ai bisogni intermedi di cura. L’obiettivo è accompagnare i pazienti fragili, cronici o in fase di dimissione ospedaliera in un percorso protetto, evitando ricoveri impropri, facilitando il rientro a domicilio e contribuendo a ridurre la pressione sugli ospedali per acuti. È un modello che richiede integrazione tra professionisti, servizi e territorio, ed è su questa direzione che l’Azienda sta lavorando».