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Il presidente del Senato

La sfida enorme: testimoniare con onestà e senza paura ciò che accade

28 Maggio 2026, 00:00

Sfida enorme Testimoniare con onestà e senza paura ciò che accade

Ci sono due motivi che mi spingono ogni giorno ad acquistare “La Sicilia”, unico tra i giornali “locali” a far parte della mia mazzetta di quotidiani. Il primo ha a che fare con il cuore; l’altro, con la ragione.

Per il sentimento è presto detto: che io sia a Roma o a Milano, sfogliare il giornale della mia terra è qualcosa che va al di là del profumo d'inchiostro e mi riporta alla mia giovinezza quando, prima di entrare a scuola, verso la fine degli anni ’50, compravo all’edicola il quotidiano su cui scrivevano e avevano scritto personaggi come Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Luigi Sturzo, Vitaliano Brancati, Enrico Mattei.

A quell’età, undici, dodici anni, ero ovviamente tra i pochissimi ragazzini ad acquistare un giornale di cui consumavo avidamente soprattutto le pagine dello sport, e regolarmente uno dei professori me lo sequestrava appena entravo in classe e me lo restituiva a fine lezione.

Diventato vicepresidente della Camera, invitai a Roma quel professore e lo stesso ridendo mi ringraziò confessandomi di avergli fatto risparmiare un sacco di soldi con quella lettura a scrocco.

Per la ragione invece, i motivi sono meno aneddotici e più politici: l’impronta liberale de “La Sicilia”, è qualcosa che, nonostante i suoi 81 anni, non passa e si riflette nelle parole del suo editore che con coraggio un anno fa ha ripreso in mano un giornale che, come tanti, pareva destinato a una lenta agonia. La sfida è enorme, non soltanto per un passato non semplice e per un futuro che sembra voler consegnare l’intera umanità all’intelligenza artificiale, ma perché, come lo stesso Salvatore Palella ha ricordato ieri, editare un giornale significa testimoniare con onestà e senza paura ciò che accade, resistendo alle pressioni dei più forti e alla schiavitù dell’algoritmo. Significa raccontare un territorio complesso e bellissimo come la nostra isola senza inginocchiarsi davanti a nessuno, nel rispetto istituzionale ma senza sconti per il potere.

L’indipendenza di un giornale e in particolare de “La Sicilia” è quello che auspico e spero che alle parole seguano i fatti e che l’intera redazione interpreti nel modo migliore quello spirito di libertà e voglia di raccontare che fa di ogni giornalista un testimone della storia e un presidio di democrazia.

*Presidente del Senato