il ministro per la protezione civile
Un giornale deve formare, stimolare e denunciare quando serve
Ho letto con curiosità e interesse l’editoriale di Salvatore Palella, in occasione del suo primo anno nella proprietà di questo quotidiano. E confesso di avere apprezzato in particolare la ferma determinazione con cui rivendica l’autonomia propria e della testata da ogni potere, a cominciare da quello politico.
È una buona notizia per tutti, o almeno per chi crede che il giornalismo, specie se territoriale come “La Sicilia”, debba non solo informare, ma formare, stimolare, proporre e denunciare, quando serve. Con l’attenzione rivolta a tutti i Palazzi.
Palella avrà già sperimentato, in questo primo anno, come anche nella nostra Isola - per dirla con Pirandello - bisogna saper distinguere i volti dalle maschere. Non è un esercizio facile, ma è la sfida di ogni giorno, se non si vuole diventare inconsapevoli complici dei venditori di rassegnazione. Di quelli che dicono: “Tanto, si è sempre fatto così”.
Ben vengano, dunque, i buoni propositi dell’editore, in una terra ancora poco propensa a cambiare. Ben vengano, se servono a rompere la cappa di conformismo che rende asfittica ogni generosa novità.
Da “proprietario morale” (come l’editore definisce noi lettori) di questo ormai antico giornale, prima ancora che da uomo di governo, non posso che fare un sincero in bocca al lupo!
*Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare