Infrastrutture
Lavori sulla Ragusa-Catania, ecco quello che sappiamo
Pubblicato un nuovo aggiornamento sullo stato di avanzamento degli interventi: restano critiche le condizioni del lotto numero 3
L’aggiornamento numero 20 diffuso da Licoworking, basato sui dati Anas sull’avanzamento dell’autostrada Catania–Ragusa, restituisce un quadro disomogeneo: in alcune tratte i progressi sono tangibili, in altre si registrano pesanti rallentamenti.
L’opera, avviata nel settembre 2023 e attesa da decenni nell’intera Sicilia sud-orientale, risulta oggi completata al 25,06%.
Una percentuale che fotografa un cantiere a velocità variabile lungo i quattro lotti.
La tratta Ragusa–Chiaramonte cresce con lentezza, passando dal 19,98% al 21,15%.
Il segmento tra Chiaramonte e Grammichele è il più vivace, con un incremento dal 39,34% al 42,02%.
Anche il quarto lotto, da Francofonte alla tangenziale di Catania, avanza con un ritmo sostenuto, salendo dal 31,7% al 33,87%.
Resta invece pressoché paralizzato il terzo tronco, Grammichele–Francofonte, fermo al 3,22%, che si conferma l’anello più critico dell’intera infrastruttura.
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Ragusa dedicata allo stato dei lavori, è stata indicata come ipotesi di conclusione la fine del 2027 o, più verosimilmente, il primo semestre del 2028.
Una tempistica che per alcune porzioni potrebbe rivelarsi realistica, ma che per il lotto tre alimenta inevitabili dubbi.
Nessuno, tuttavia, ha sostenuto la soluzione di rifare la gara per il segmento bloccato: sono note a tutti le lungaggini e le difficoltà che un simile percorso comporterebbe, aggravando criticità già emerse.
Un passaggio rilevante della seduta ha riguardato la lettura dei dati pubblicati da Anas.
Il Responsabile unico del procedimento ha chiarito che le percentuali di avanzamento si fondano sul valore economico delle opere eseguite e non sempre offrono una percezione immediata del progresso reale.
Un viadotto, ad esempio, incide molto più di uno scavo o di un semplice strato di asfalto, e ciò può far apparire un lotto più o meno avanzato a seconda della tipologia degli interventi in corso.
È stata quindi proposta l’introduzione di una nota metodologica nella pagina ufficiale, per aiutare cittadini e amministratori a interpretare correttamente i dati.
Fino ad allora, quelle percentuali restano comunque gli unici numeri pubblici ufficiali disponibili.
Al di là delle cifre, è forte la richiesta della comunità: che le imposte versate si traducano in opere concrete, servizi e infrastrutture di cui la Sicilia ha un bisogno urgente.
L’autostrada Catania–Ragusa non è un capriccio né un progetto secondario: è una necessità vitale per un territorio che reclama collegamenti rapidi, sicuri e moderni.
Per questo l’attenzione deve restare alta, senza abbassare la guardia e continuando a pretendere trasparenza, efficienza e responsabilità. È un’infrastruttura che riguarda tutti, e che tutti hanno il diritto di vedere finalmente realizzata.