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Attualità

Pozzallo, l'azzardo digitale sta lasciando una impronta sempre più profonda

La città marittima è il centro urbano in cui si gioca molto di più rispetto alle altre realtà della provincia

29 Maggio 2026, 01:27

01:30

Pozzallo, l'azzardo digitale sta lasciando una impronta sempre più profonda

L’azzardo digitale sta lasciando un’impronta sempre più profonda su Pozzallo, che emerge come uno dei territori più esposti dell’intera Sicilia. Il nuovo “Libro Nero dell’Azzardo 2026”, realizzato da Fondazione Isscon insieme a Federconsumatori e CGIL, restituisce un quadro che va oltre la semplice preoccupazione: racconta una città travolta da un flusso di gioco online che erode risorse economiche e stabilità sociale.

Nel 2025 il sistema del gioco d’azzardo in Italia ha bruciato 165 miliardi di euro, un record che conferma la portata nazionale del fenomeno. Ma è osservando la distribuzione regionale che la situazione di Pozzallo appare in tutta la sua gravità. L’azzardo non è più un fenomeno confinato ai grandi centri: si è insinuato nelle realtà più piccole, dove la solitudine digitale e l’assenza di controllo sociale amplificano i rischi.

E qui Pozzallo diventa un caso emblematico. La spesa media pro capite nel gioco online — calcolata tra i 18 e i 74 anni — ha raggiunto 5.671,35 euro, una cifra che supera di oltre il doppio sia la media nazionale (2.365,81 euro) sia quella del capoluogo, Ragusa (2.403,21 euro). Numeri che trasformano una statistica in un vero allarme economico e sociale.

Di fronte a volumi di denaro così anomali, le associazioni di categoria sollevano dubbi che vanno oltre la pur drammatica questione della dipendenza. Come sottolineato dal presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, è difficile credere che simili cifre siano riconducibili soltanto alla ludopatia. Il sospetto, sempre più concreto, è che dietro i conti di gioco e l’uso massiccio dei Punti Vendita di Ricarica si nascondano operazioni di riciclaggio e movimenti finanziari legati a circuiti criminali.

Le attuali limitazioni normative sulle ricariche, pensate per arginare il fenomeno, si stanno rivelando insufficienti. Pozzallo si trova oggi davanti a un bivio: ignorare il problema o affrontarlo con strumenti nuovi, più incisivi e coordinati.

La fotografia scattata dal report è un segnale d’allarme che non può essere ignorato. Impone alle istituzioni locali, alle forze dell’ordine e agli organismi di controllo un salto di qualità immediato: più monitoraggio, più tracciabilità, più prevenzione. Perché dietro quei numeri non ci sono solo bilanci familiari in frantumi, ma anche la tenuta stessa del tessuto socio‑economico della città.