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Attualità

Sanità negata a Ragusa, il caso di Francesca

Una malata oncologica respinta dai privati convenzionati

31 Maggio 2026, 04:08

04:10

Sanità negata a Ragusa, il caso di Francesca

Sessanta giorni indicati dal medico si trasformano in nove mesi di attesa. E il codice di esenzione 048, che dovrebbe tutelare i malati oncologici, diventa paradossalmente un ostacolo.

È la vicenda di Francesca, 46 anni, residente a Vittoria, affetta da tumore gastrico: un caso emblematico che riaccende i riflettori sulle criticità della sanità locale e che viene denunciato pubblicamente da Rosario Gugliotta, presidente dell’Associazione Rete Civica Articolo 32.

Il calvario inizia il 5 maggio, quando il medico di base prescrive a Francesca un’ecografia dell’addome completo. Considerato il quadro oncologico e la necessità di controlli periodici serrati, il curante fissa un tempo massimo di esecuzione pari a 60 giorni.

La risposta del Centro Unificato di Prenotazione, tuttavia, ignora l’urgenza clinica: a Francesca viene proposto un appuntamento a nove mesi di distanza, presso una struttura privata accreditata di Ragusa.

Alle legittime rimostranze della paziente, gli operatori del CUP suggeriscono di contattare direttamente il centro convenzionato per tentare un anticipo. Il tentativo si infrange contro un rifiuto netto.

Il personale dell’ambulatorio ragusano dichiara la totale indisponibilità a eseguire l’esame.

A quel punto Francesca si rivolge ai volontari della Rete Civica Articolo 32.

A ricostruire i fatti è lo stesso Gugliotta, che contatta i responsabili del presidio privato: «La risposta è stata ancora più precisa: per disposizioni espressamente diramate dai vertici aziendali, la prestazione, per un paziente classificato con codice 048, non può più essere eseguita nella struttura privata».

Un cortocircuito organizzativo che, di fatto, estromette i più fragili da una rete di offerta che dovrebbe integrarsi con il pubblico, garantendo continuità e tempi adeguati di cura.

La denuncia del presidente non si ferma al caso specifico ma investe la gestione complessiva dell’azienda sanitaria, definita senza giri di parole «un mastodontico carrozzone». Per l’associazione, le cause del collasso risiedono nelle abissali carenze di un sistema informatico, nell’indecente clientelismo che premia parenti ed amici, e nella fuga di molte professionalità, criticità che rischiano di vanificare l’impegno e il sacrificio quotidiano di medici e infermieri in prima linea.

Resta un interrogativo drammatico sulla tempestività delle cure: «Il tumore di Francesca fino a quando potrà sopportare gli abusi e i disservizi!?» domanda Gugliotta, che conclude con un impegno netto in difesa della donna e di quanti versano nella stessa situazione: «Noi non lasceremo sola Francesca».