Attualità
Marina Marza (Ispica), la cartolina del degrado
I residenti denunciano una situazione ingestibile sul fronte dell'abbandono dei rifiuti
A Marina Marza, nel territorio di Ispica, torna a esplodere la rabbia dei residenti di fronte a un problema ambientale che, invece di migliorare, sembra peggiorare di stagione in stagione. Questa volta la denuncia arriva da una cittadina esasperata, che parla senza filtri di menefreghismo, inciviltà e di una situazione ormai fuori controllo.
“Oggi mi arrabbio veramente con il menefreghismo della gente”, scrive, raccontando l’ennesimo episodio di degrado attorno alla postazione dei rifiuti di via della Malva, un punto di raccolta che rischia di fare la stessa fine di quello vicino al benzinaio, eliminato completamente dopo continui abusi e conferimenti selvaggi.
Perché è così difficile rispettare le regole?
Perché è così complicato evitare di “aggredire” l’igiene pubblica e la dignità di chi vive stabilmente nella zona?
La cittadina, che racconta di essersi trasferita a Marina Marza dopo aver lasciato un altro paese, respinge anche chi le suggerisce di “andarsene” se non le sta bene: “Non voglio andare via da qui, perché nel frattempo mi sono radicata”. Una frase che fotografa bene il sentimento di chi ama il territorio ma si sente tradito dal comportamento di pochi.
Il problema, però, non è nuovo. Da anni i residenti segnalano abbandoni di rifiuti, sacchetti lasciati ovunque, ingombranti depositati come se la strada fosse una discarica, e una totale assenza di senso civico. Una spirale che porta al collasso delle postazioni, fino alla loro rimozione, con conseguenze ancora più pesanti per chi rispetta le regole.
La domanda che ora circola tra i cittadini è semplice e amara: Vogliamo davvero arrivare al punto in cui anche via della Malva verrà cancellata dalla mappa dei servizi, come già accaduto altrove?
La richiesta è chiara: interventi immediati, controlli, sanzioni e soprattutto una strategia che impedisca a pochi incivili di compromettere la vivibilità di un’intera comunità.