Attualità
Sanità iblea, affondo della Cgil sui vertici Asp
"Basta passerelle e logiche clientelari, sono necessarie riforme vere"
Sale la tensione sindacale all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa.
La Funzione Pubblica Cgil ha espresso una netta critica alla Direzione generale di Piazza Igea, contestando le recenti modalità di gestione delle relazioni con le parti sociali e denunciando uno stallo di fatto sulle riforme organizzative ritenute essenziali per il futuro della sanità territoriale.
La presa di posizione nasce da notizie di stampa secondo cui la Direzione avrebbe ricevuto, tra un’inaugurazione e l’altra, due sigle sindacali — tra cui una non firmataria dell’ultimo Contratto collettivo nazionale di lavoro — accordando presunte concessioni a favore del personale del comparto.
Pur dichiarandosi favorevole a qualunque miglioramento per i lavoratori, la FP Cgil esprime forte preoccupazione per la sistemática diserzione dei tavoli tecnici ufficiali di concertazione da parte di alcune organizzazioni.
Un comportamento che, secondo il sindacato, compromette la pluralità della delegazione trattante e dilata i tempi per la definizione del nuovo assetto organizzativo aziendale, considerato l’unico strumento per rendere i servizi più moderni ed efficienti.
Il sindacato mette in luce un contrasto evidente nella governance dell’Asp: da un lato vengono prospettati diritti certi ma riconosciuti con ritardo e come concessioni; dall’altro si accumulano lungaggini amministrative che frenano i cambiamenti interni.
A ciò si aggiunge la frustrazione per le richieste di confronto, formulate congiuntamente da sigle confederali, metalmeccaniche e del commercio, rimaste senza riscontro da gennaio su questioni strutturali ed economiche di rilievo.
Tra i dossier aperti figurano le tutele per i dipendenti delle ditte appaltatrici — cui l’Asp destina ingenti risorse pubbliche — e l’estensione a 36 ore dell’orario per il personale part-time.
Ulteriore motivo di allarme è il mancato potenziamento degli organici, giudicati largamente insufficienti.
Senza un rafforzamento significativo del personale, avverte la Cgil, i cospicui investimenti del PNRR rischiano di tradursi in “cattedrali nel deserto”, anziché dare corpo a una rete sanitaria territoriale efficiente e moderna.
La nota, firmata dal segretario generale della FP Cgil Ragusa, Nunzio Fernandez, e dal coordinatore provinciale FP Cgil Sanità, Duilio Assennato, rivendica un’azione improntata alla massima responsabilità, lontana da pratiche clientelari o da logiche di mero proselitismo.
Obiettivo dichiarato: restituire dignità e respiro a un ampio bacino di professionisti e operatori che, pur non essendo più celebrati come angeli ed eroi, garantiscono quotidianamente la tenuta dei servizi.
L’appello finale è rivolto ai vertici dell’Asp, perché — guidati da principi etici — si sottraggano a suggerimenti esterni dettati dall’opportunismo politico e da dinamiche pseudo-sindacali.