Cronaca
Ragusa mare, ennesimo incidente a Camemi: "State giocando con le nostre vite"
I residenti lamentano una disattenzione pericolosa e si rivolgono ancora una volta alle autorità competenti per sollecitare interventi
Non si contano più gli incidenti lungo la Sp 25 che collega la città capoluogo alla frazione marinara. Ed in particolare nell’intersezione del Villaggio Camemi.
Nel pomeriggio di ieri l’ennesimo incidente, in curva, che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi per i passeggeri.
Siamo solo agli inizi della stagione estiva e puntuale, come ogni anno, si ripresenta lo stesso scenario.
Sono decenni che in questa tratta si vive in uno stato perenne di angoscia e paura e a niente sono valse le segnalazioni nelle sedi opportune, le richieste di intervento urgente, gli incontri istituzionali.
Gli abitanti hanno assistito all’avvicendamento di ben tre prefetti, sindaci, presidenti e commissari del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, tutti informati dei fatti. Persino un esposto alla Procura della Repubblica, ma ad oggi nulla di fatto.
Sul tavolo proposte, progetti, rimpallo di competenze e promesse mai mantenute.
Tutto è rimasto inascoltato per ben diciassette anni.
“Sono anni che tutti, indistintamente fanno orecchie da mercante. A nessuno interessa la nostra incolumità. Il valore della nostra vita barattato dal rimpallo di competenze - affermano gli abitanti del villaggio, ormai stanchi di anni di continue lotte contro i mulini a vento.
“Nell’attesa delle opere faraoniche - sottolineano – abbiamo più volte chiesto un intervento immediato atto a mitigare la problematica. Abbiamo visto realizzare altrove interventi che da più parti ci sono state presentate come impossibili da realizzare per i più svariati motivi. E ci chiediamo perché altrove si e qui no??? “.
“Ci rivolgiamo e chiediamo a gran voce al Prefetto, al Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e al Sindaco di intervenire urgentemente. Non possiamo aspettare la realizzazione della rotatoria, il pericolo è imminente!”.
“Ci appelliamo anche al buon senso di tutte le forze politiche presenti sul territorio, indistintamente, affinché prendano a cuore la nostra situazione. Mettete da parte per una volta colori e ideologie e ponete al centro le richieste legittime di cittadini ormai esausti di vivere in questo costante stato di panico”.
“La nostra paura, per chi non lo avesse capito è reale e fondata, ogni giorno su questa maledetta strada mettiamo a rischio la nostra vita, quella dei nostri cari, di amici e conoscenti con cui vorremmo condividere momenti di spensieratezza. Siamo delusi, arrabbiati ma soprattutto stanchi di essere presi in giro. Perché a questo punto ci sentiamo beffeggiati e scherniti nonostante, da cittadini esemplari, abbiamo percorso sempre la via del dialogo e del confronto, senza mai, in questi diciassette anni scadere in atteggiamenti faziosi o poco consoni alla situazione. E forse è stato questo lo sbaglio: credere che dall’altra parte avessimo interlocutori attenti e realmente interessati ad inserire tra le priorità la vita dei cittadini”.