Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
5 giugno 2026 - Aggiornato alle 15:54
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Lotta al virus

Covid-19 e non solo: sviluppato con l'intelligenza artificiale un nuovo vaccino contro i coronavirus

Sono già buoni i risultati della sperimentazione di fase 1: a realizzarlo l'Università di Cambridge

05 Giugno 2026, 12:39

12:40

Covid

Dopo la pandemia da Covid-19 si ritorna a parlare dei vaccini contro la malattia: uno nuovo e ad ampio spettro contro diversi tipi di coronavirus è stato sviluppato grazie all’intelligenza artificiale, impiegata per progettare il principio attivo, ossia l’antigene che attiva la risposta immunitaria. Lo rende noto il Journal of Infection.

Messo a punto dall’Università di Cambridge insieme alla sua spin-off DIOSynVax (DVX) Ltd, il candidato — con potenziale efficacia universale contro i coronavirus — è già stato valutato in una sperimentazione clinica di fase 1, che ne ha confermato la sicurezza e l’assenza di effetti avversi significativi. È la prima volta che un antigene progettato interamente tramite simulazioni al computer viene testato sull’uomo.

Per ideare l’antigene universale, il team ha utilizzato tutte le sequenze genetiche dei coronavirus raccolte dai programmi di sorveglianza a livello globale. Servendosi dell’IA, i ricercatori hanno disegnato un “super-antigene” che integra le caratteristiche antigeniche condivise dall’intero gruppo di virus, includendo anche quelli non ancora emersi.

Lo studio, che ha coinvolto 39 volontari sani, ha mostrato che il preparato ha indotto risposte immunitarie non solo contro SARS-CoV-2 e SARS, ma anche nei confronti di altri coronavirus potenzialmente in grado di compiere il salto di specie dagli animali all’uomo, con il rischio di future pandemie. La sperimentazione attesta la sicurezza di un paradigma completamente nuovo nella progettazione dei vaccini. In prospettiva, il medesimo approccio potrebbe essere applicato ad altri virus, come quelli del gruppo Ebola, e contribuire a ridurre la necessità di frequenti riformulazioni, uno dei principali limiti dei vaccini attualmente in uso.