l'evento
Sicilia in transizione idrica: riuso, innovazione e alleanze per salvare l'acqua
Cooperazione tra istituzioni, imprese e ricerca per soluzioni concrete e la sfida della positività
La crescente scarsità d’acqua e gli effetti del cambiamento climatico rendono la gestione idrica una delle questioni più urgenti per la Sicilia. Una sfida che richiede cooperazione, innovazione e la capacità di trasformare le strategie in azioni concrete, coinvolgendo istituzioni, imprese, ricerca e cittadini.
Su questo tema si è concentrato il workshop “Sfide, connessioni e soluzioni per la transizione idrica”, ospitato al Macchitella Lab, promosso da AssoRisorse, Enimed e Fondazione Mattei, con la partecipazione di imprese, istituzioni e realtà territoriali impegnate nella ricerca di soluzioni condivise. L’amministratore delegato di Enimed, Luca De Caro, ha aperto i lavori richiamando l’interdipendenza tra energia e acqua.
«C'è un legame molto importante tra energia e acqua, in quanto la gestione corretta dell'acqua richiede energia e la produzione di energia richiede sempre più produzione e gestione di acqua. Noi di Enimed abbiamo una grandissima attenzione anche a questa risorsa, che è fondamentale per lo sviluppo economico, industriale, ma soprattutto anche per il benessere e per la sostenibilità della nostra vita», ha affermato.
Tra gli obiettivi indicati dall’azienda c’è il raggiungimento della “positività idrica” entro il 2035 nei siti localizzati in aree soggette a stress idrico.
Il responsabile HSEQ di Eni, Giovanni Milani, ha illustrato l’approccio adottato. «Quello che abbiamo individuato come soluzione è la positività idrica secondo lo schema del Ceo Water Mandate cioè individuiamo, bacino per bacino, le azioni che ci consentono dapprima di lavorare all'interno dei nostri siti e poi con le comunità locali per riuscire a raggiungere una vera positività idrica», ha spiegato.
In Sicilia il modello è già in fase operativa: alla bioraffineria di Gela è stato ampliato il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate per gli usi industriali, mentre Eni Rewind prosegue gli interventi sul trattamento e il recupero delle acque di falda con tecniche innovative.
Per il presidente della Bioraffineria di Gela, Luca Alburno, il tema è centrale per il territorio.
«Questa iniziativa è veramente importante perché la risorsa idrica ricopre un ruolo fondamentale per la città e per tutta l'agricoltura guarda soprattutto alla volontà di realizzare un effettivo cambiamento e una concreta transizione nei prossimi anni», ha dichiarato.
La mattinata si è conclusa con la tavola rotonda “Acqua, tra innovazione e sinergie”, che ha coinvolto Siciliacque, Sicindustria, Bioraffineria Enilive di Gela, Assorisorse, Eni Rewind e le Università di Enna e Catania.
Durante il suo intervento il vice presidente regionale di Sicindustria, l’imprenditore Gianfranco Caccamo, si è chiesto «se i dissalatori funzionano veramente e sono efficienti ed efficaci». Un tema, quello dei dissalatori, che ha visto la Regione crearne tre, tra cui uno a Gela.
«Nell’utilizzo delle acque - ha sottolineato Caccamo - ci sono tante tecniche per il loro riuso e e bisogna utilizzare il buon senso nelle scelte che si fanno. Non si può dire che abbiamo fatto finora in un certo modo e dobbiamo continuare a farlo. Bisogna saper aspettare prima di fare scelte arcaiche».
Nel pomeriggio si è svolta una sessione B2B dedicata alle imprese attive nei settori dell’innovazione tecnologica, del trattamento delle acque e della sostenibilità.