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il raCCONTO

Dietro le sbarre per l'eternità e dopo la morte: la prigione postuma di Billy The Kid

Non per punizione, ma per proteggerlo dai cacciatori di reliquie. L'incredibile odissea della sepoltura più controversa del New Mexico

06 Giugno 2026, 14:36

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Dietro le sbarre per l'eternità e dopo la morte: la prigione postuma di Billy The Kid

A Fort Sumner, nel cuore del New Mexico, il mito del Far West non galoppa libero, ma appare recluso dietro pesanti inferriate d'acciaio. La sepoltura di Billy the Kid, al secolo Henry McCarty o William H. Bonney, offre ai visitatori un'immagine cruda e distante dalle cartoline romantiche: una gabbia metallica eretta per difendere il sepolcro dai continui furti.

La versione ufficiale, sostenuta dalla segnaletica statale e dal celebre resoconto dello sceriffo Pat Garrett, racconta che il giovane fuorilegge fu ucciso nella notte del 14 luglio 1881 nella casa di Pete Maxwell e inumato il giorno successivo nel vecchio cimitero militare del villaggio, accanto ai compagni Tom O'Folliard e Charlie Bowdre.

Eppure, il confine fra documento e leggenda resta estremamente poroso: le dinamiche esatte della sparatoria, il riconoscimento del cadavere e, soprattutto, l'ubicazione precisa della tomba conservano zone d'ombra che alimentano da oltre un secolo il dibattito.

A cancellare la topografia originaria del sito intervenne la rovinosa piena del Pecos River del 1904, che spazzò via i marcatori funerari e confuse la posizione dei resti. Ne consegue che la tomba ammirata oggi non coincide con l'incontaminata zolla del 1881, ma è un luogo della memoria ricostruito e reinterpretato negli anni Trenta, quando fu collocata la celebre lapide commemorativa con l'incisione "Pals".

Perché, dunque, ingabbiare una lapide? La ragione è brutalmente prosaica: proteggerla dall'ossessione dei feticisti. Il monumento è stato trafugato e poi recuperato almeno tre volte dal dopoguerra, con episodi clamorosi nel 1950 e nel 1981. Quella recinzione racconta una fissazione tutta americana, trasformando il bandito ottocentesco in una reliquia popolare capace di generare un inesauribile desiderio di possesso.

L'aura di mistero, unita all'assenza di certezze forensi, ha favorito classiche "resurrezioni" da Far West. La più nota riguarda Brushy Bill Roberts, che nel 1950 sostenne di essere il vero Billy, scampato ai colpi di Garrett. Pur priva di prove sufficienti a ribaltare la narrazione di Fort Sumner, questa tesi ha moltiplicato l'attenzione sul caso. A conferma di una questione ancora rovente, nel 2015 lo storico Robert Stahl ha persino presentato un'istanza in tribunale per ottenere un certificato di morte formale del fuorilegge: un gesto simbolico, volto a fare chiarezza amministrativa su un enigma interminabile.

Chi arriva fin qui, però, non dovrebbe fermarsi al folklore. L'area cimiteriale ospita anche il Bosque Redondo Memorial, che racconta la deportazione e l'internamento forzato, nel XIX secolo, di migliaia di nativi Diné (Navajo) e N'de (Mescalero Apache). Ignorare questa pagina significa rinunciare a comprendere fino in fondo la storia dura e spietata di questi luoghi.