Attualità
Comiso, insulti e minacce di morte alla sindaca Schembari sul caso crisi idrica
La prima cittadina risponde con ironia: "Sì, morirò. Ma l'acqua non è mai stata venduta"
Il confronto pubblico sulla crisi idrica a Comiso è nuovamente precipitato nel baratro delle invettive online e della violenza verbale.
Nel mirino, ancora una volta, la sindaca Maria Rita Schembari, bersaglio sui social di un attacco dai toni che travalicano ampiamente il legittimo dissenso.
Il commento incriminato, comparso sotto il post di una nota esponente politica locale (che la prima cittadina, con ironia, definisce “statista”), contiene frasi offensive in dialetto: «Noi a sa strunza manco l’abbiamo votata x noi può morire e a prima lei va ci mancia», proseguendo poi con insulti agli elettori della sindaca e con l’ennesima accusa sulla gestione dell’acqua: «questo è il risultato ca si vinniu l’acqua bedda nostra ca ci apparteneva mah povero Comiso».
La replica di Maria Rita Schembari non si è fatta attendere. Con lucidità e ironia, la sindaca ha deciso di non farsi intimidire, scegliendo di esporre pubblicamente il livello di degrado del dibattito: «Vorrei rassicurare il gentile utente […] che, sì, io morirò. Questo, del resto, è il destino degli esseri umani tutti! Sul fatto che il suo “augurio” possa accelerare l’ordine delle cose, invece, nutro un qualche dubbio».
Al di là dell’attacco personale, il commento tocca un tema rovente: la scarsità d’acqua, emergenza reale che sta provando la cittadinanza ma che, troppo spesso, viene piegata a narrazioni false. Nello screenshot citato, l’utente accusa infatti l’amministrazione di aver «venduto l’acqua di Comiso». Su questo punto la prima cittadina è stata perentoria, respingendo ogni illazione: «A questo punto, e senza affatto minimizzare l’enorme disagio costituito dalla mancanza d’acqua, appare inutile sprecare tempo con un tale profilo, spiegando ancora una volta che l’acqua non è stata venduta. Mai. A nessuno».
L’episodio riaccende i riflettori sulla necessità di distinguere la critica politica — anche dura, specie quando legata a disservizi gravi come l’approvvigionamento idrico — dalle notizie infondate e dagli attacchi d’odio personali, che finiscono per avvelenare il confronto pubblico a danno dell’intera comunità casmenea.