Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
8 giugno 2026 - Aggiornato alle 01:39
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Attualità

Ragusa, Legambiente: "Questo Prg è da rifare"

Il circolo "Il carrubo" si ricollega al regolamento Ue 2024/1991 e chiede più natura e meno cemento

08 Giugno 2026, 01:39

01:40

Ragusa panoramica

Una panoramica della città di Ragusa

Il circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa interviene con fermezza sul futuro urbanistico della città, sollecitando l’amministrazione a una svolta netta: fermare il consumo di suolo, avviare interventi di de‑impermeabilizzazione e varare un autentico piano comunale per la natura.

L’appello arriva alla luce dell’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1991, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 18 agosto 2024, che introduce obblighi immediatamente vincolanti per tutti i Comuni.

Secondo l’associazione, la nuova normativa comunitaria definisce un quadro direttamente esecutivo per il ripristino degli ecosistemi urbani: non necessita di recepimento nazionale e prevale sulle discipline urbanistiche ed edilizie vigenti, anche di livello comunale.

È un atto legislativo vincolante — ricorda il presidente di Legambiente Ragusa, Angelo Rinollo — e i suoi obiettivi devono essere applicati subito, anche nelle more dell’aggiornamento degli strumenti urbanistici”.

Ne consegue che il Piano regolatore generale di Ragusa dovrà essere adeguato agli obiettivi europei e riportato in Consiglio comunale per una nuova adozione.

Il provvedimento stabilisce, infatti, che tra il 2024 e il 2030 non vi sia alcuna riduzione degli spazi verdi urbani e della copertura arborea; dal 2031 tali superfici dovranno essere incrementate.

Per il Comune, sottolinea Legambiente, ciò comporta l’obbligo di: evitare qualunque atto che riduca aree verdi o alberature; prevedere compensazioni ecologiche preventive per gli interventi già autorizzati; individuare porzioni di città da rinverdire tramite depavimentazione e ripristino del suolo; aggiornare gli strumenti di pianificazione affinché le aree verdi siano qualificate come vincoli conformativi privi di edificabilità.

La normativa europea, infatti, include gli spazi verdi e le superfici con copertura arborea in una categoria che non può essere trasformata senza un ripristino preventivo ed equivalente. “Non possono essere rilasciati titoli edilizi che comportino una perdita netta di verde urbano o di copertura arborea”, ribadisce Rinollo.

Claudio Conti, membro del direttivo, evidenzia inoltre la necessità di dotare Ragusa di un Regolamento della natura urbana, coerente con gli obiettivi europei, e di predisporre un piano urbano comunale della natura integrato nella strumentazione urbanistica. Le priorità indicate sono: contenere il consumo di suolo; promuovere depavimentazione e restituzione del terreno naturale; aumentare la componente vegetale e arborea.

Il tutto dovrà essere supportato da un sistema nazionale di monitoraggio basato su indicatori comuni e su dati forniti dall’Agenzia Spaziale Europea, attraverso il nuovo portale Copernicus Data Space Ecosystem.

Il circolo Il Carrubo conclude ricordando che l’obiettivo europeo è inequivocabile: nessuna perdita netta di aree verdi urbane entro il 2030. Per questo motivo Ragusa è chiamata ad aggiornare senza indugi i propri strumenti urbanistici, sospendere le trasformazioni che incidono negativamente sul verde e orientare ogni scelta amministrativa alla tutela degli ecosistemi urbani.