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Attualità

Pozzallo e la manifestazione del comitato ibleo per la pace e il disarmo

L'iniziativa di sensibilizzazione ha visto la partecipazione di 31 associazioni presenti sul territorio

08 Giugno 2026, 10:23

10:30

Pozzallo e la manifestazione del comitato ibleo per la pace e il disarmo

Un momento dell'iniziativa tenutasi sabato scorso a Pozzallo

Sabato 6 giugno, a Pozzallo, si è svolta una marcia per la pace promossa dal Comitato Ibleo per la Pace e il Disarmo. Centinaia di persone, insieme alle rappresentanze di 31 associazioni del territorio, hanno sfilato con cartelli e cori, guidate da un lungo sudario realizzato dagli studenti dell’Istituto “La Pira” di Pozzallo, su cui erano impressi i nomi di oltre 18.000 bambine e bambini uccisi a Gaza: un gesto di memoria collettiva, un grido del Sud contro l’indifferenza.

L’iniziativa ha inteso ribadire in modo netto l’opposizione alla guerra, al riarmo e alla sistematica violazione del diritto internazionale — anche da parte di governi che si definiscono “democratici”.

Secondo gli organizzatori, il governo guidato da Benjamin Netanyahu starebbe portando avanti un genocidio ai danni del popolo palestinese, nell’impunità e con la connivenza di potenze occidentali che scelgono il silenzio di fronte a tali crimini.

Manifesto per la pace: apertura con la lettura del documento del Comitato, che mette al centro una pace praticabile, fondata su giustizia e autodeterminazione dei popoli.

Disarmo e spesa militare: intervento contro l’aumento degli stanziamenti per le armi, cresciuti in Italia — secondo i promotori — dai 33 miliardi del 2024 all’“astronomica” cifra di 45 miliardi nel 2025. È stato sottolineato che la sicurezza non si misura in missili, droni o blindati, ma in coesione sociale, tutela ambientale, sanità e istruzione; uno Stato che privilegia gli armamenti a scapito di scuole, ricerca e ospedali sarebbe, si è detto, intrinsecamente insicuro e violento.

Accoglienza e Mediterraneo: sosta alla Villa Comunale sul significato di Pozzallo come porta del mare, con la presentazione del murale di G. Van Helten a cura di Grazia Dormiente, intellettuale e storica, e di Vincenzo Cascone, curatore di Festiwall e Bitume di Ragusa; presenti anche i concittadini della Cooperativa Filotea e il duo musicale Strania.

Diritti umani: riflessione sulle libertà civili e sociali violate e intervento di Florinda Vitale, referente di Ali e della Freedom Flotilla Sicilia — “100 porti, 100 città”, che ha rimarcato come il diritto internazionale non sia negoziabile e come i governi che lo violano ne risponderanno dinanzi ai popoli e alla storia.

Chiusura: flash mob scandito dal suono di una sirena e un minuto di silenzio in memoria di tutte le vite spezzate, con l’appello a un cessate il fuoco immediato a Gaza e in ogni teatro di guerra.

Il conflitto, è stato ricordato, non è lontano: tocca la quotidianità, le coscienze e le tasche. Si combatte in Ucraina, Palestina, Sudan, Congo e Yemen, e i suoi effetti si riflettono sui territori attraverso tagli alla sanità, proposte di conversione dell’industria civile a quella bellica e il ritorno di una retorica militarista normalizzata.

È stato inoltre sottolineato come guerra e patriarcato affondino nella medesima logica di dominio: disarmare il patriarcato significa scegliere il dialogo invece della minaccia, la cura al posto del controllo, l’empatia in luogo della competizione. Non potrà esservi pace stabile finché la violenza continuerà ad abitare le relazioni.

Da qui l’appello a un impegno collettivo per una cultura della pace dal basso, che promuova giustizia sociale, solidarietà e dialogo tra i popoli. Il disarmo non è buonismo: è buon senso. Scegliere la pace significa scegliere la vita.

Il Comitato invita a proseguire la mobilitazione: ogni domenica, a Modica Bassa, dalle 11.30 alle 12.30, in Piazzale Pluchino – Corso Umberto I, si tiene un presidio settimanale, descritto come uno spazio di confronto e analisi condivisa, dove le conversazioni diventano riflessione collettiva e ci si scopre meno soli.