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Attualità

Modica, la richiesta: "La croce di Monserrato è spenta da mesi, quel simbolo va riacceso"

Il prof. Salvatore Campanella rivolge un accorato appello all'amministrazione comunale

10 Giugno 2026, 05:52

06:00

Modica, la richiesta: "La croce di Monserrato è spenta da mesi, quel simbolo va riaccesa"

La Croce di Monserrato

La Croce di Monserrato è spenta da mesi e, a Modica, il buio che avvolge il colle non è passato inosservato. Quel segno luminoso che per decenni ha vegliato sulla città, collocato nel luogo legato al miracoloso ritrovamento del quadretto della Madonna delle Grazie, non è mai stato soltanto un elemento del paesaggio: è parte della memoria collettiva, un riferimento identitario, un simbolo che unisce fede e storia.

Ogni sera, chi percorre l’asse che da Piazza Monumento sale verso Piazza Corrado Rizzone compie un gesto quasi automatico: alza gli occhi verso l’alto. E trova il vuoto. «Vederla accesa significava ritrovare una guida, un punto fermo», afferma il prof. Salvatore Campanella, che da tempo richiama l’attenzione sul prolungato spegnimento. «Quella croce non era solo un riferimento visivo, ma una metafora della vita stessa: la certezza che l’oscurità, per quanto densa, non ha mai l’ultima parola».

Per molti cittadini, quel segno luminoso evocava spontaneamente le parole del Salmo 121 — “Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?” — un richiamo alla speranza che oggi sembra affievolito. Il colle è buio, e con esso un frammento della bellezza notturna della città. «La luce della croce, stagliata contro il nero della roccia, sussurrava che la notte è fatta per essere attraversata, non per durare per sempre», aggiunge Campanella.

Le ragioni tecniche dello spegnimento non sono note: potrebbe trattarsi di un guasto, di un problema di manutenzione o di questioni burocratiche. Ma il professore ritiene che il tempo del buio si sia ormai protratto troppo. «Riaccendere la Croce di Monserrato non è un semplice intervento di manutenzione urbana. È un atto di cura verso la città e verso i sentimenti di quanti, ogni sera, hanno ancora il coraggio di alzare gli occhi al cielo».

In un periodo in cui le ombre — sociali, economiche, personali — sembrano farsi più dense, Modica, conclude Campanella, ha bisogno di ritrovare i suoi segni di luce. «Restituire alla città quella croce accesa significa restituirle un simbolo di speranza. E la speranza, come la luce, va custodita e alimentata».