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Attualità

Blackout sala operatoria a Modica, il comitato civico Articolo 32: "Cronaca di un disastro annunciato"

Il presidente Gugliotta evidenzia tutto ciò che non va e sollecita risposte ai vertici del presidio ospedaliero

11 Giugno 2026, 02:17

02:20

Blackout sala operatoria a Modica, il comitato civico Articolo 32: "Cronaca di un disastro annunciato"

Una sala operatoria

Persistono gravi criticità nel sistema sanitario provinciale. In queste ore diversi organi di informazione segnalano l’interruzione di funzioni essenziali all’ospedale di Modica.

A darne notizia è il comitato civico Articolo 32, per voce del presidente Rosario Gugliotta.

Secondo il comitato, la direzione sanitaria del presidio ha disposto l’immediata sospensione delle attività chirurgiche nel blocco operatorio, con conseguente allerta nei reparti di Ortopedia, Chirurgia e Ostetricia.

La misura, ritenuta opportuna, sarebbe scaturita da un’interruzione dell’energia elettrica e dal mancato funzionamento delle batterie di emergenza, indispensabili a garantire la continuità operativa.

Articolo 32 richiama inoltre una circolare interna nella quale, da mesi, sarebbe stata segnalata la necessità di sostituire tali accumulatori. In sostanza, sostiene il sodalizio, non sarebbe stata eseguita la manutenzione ordinaria e periodica di apparecchiature cruciali per la sicurezza delle procedure più delicate.

Esporre a simili rischi una struttura di riferimento per i comuni di Modica, Pozzallo, Ispica e Scicli, osserva l’associazione, non trova alcuna giustificazione.

L’episodio metterebbe in luce lacune nei protocolli, nei controlli e nell’organico preposto alla sicurezza di pazienti, operatori e visitatori, oltre che nel rispetto delle norme vigenti.

Tali responsabilità, puntualizza Articolo 32, non sono imputabili a medici e infermieri. Il comitato attribuisce le disfunzioni a scelte gestionali dell’Azienda sanitaria di Ragusa, ritenuta “sovrabbondante” sul versante amministrativo-burocratico.

Denuncia inoltre “la pletora di assunzioni di amici, parenti e conoscenti nel ‘cerchio magico della sanità’”, pratica che, a loro giudizio, avrebbe drenato risorse utili a migliorare l’efficienza dei servizi.

Viene stigmatizzato anche un “osceno, trasversale clientelismo”, maturato nel tempo e ormai penalizzante persino per le attività complementari a quelle sanitarie essenziali.

Articolo 32 sollecita infine i decisori politici della sanità siciliana, i referenti locali e i vertici aziendali a trarre le opportune conseguenze.