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Il caso

Strada stregata a Poggio Arena, operaio in ospedale e cancello "apri e chiudi"

Una storia infinita. denunce a catena e indagini a 360 gradi sull'operato del Comune

11 Giugno 2026, 10:26

10:46

Strada stregata a Poggio Arena: operaio in ospedale

La strada per il mare di Poggio Arena

Esposti, segnalazioni, il presidio permanente e ora anche l’infortunio sul lavoro: la battaglia per il mare negato dei cittadini di Poggio Arena a Gela diventa ogni giorno più pesante. Il rispetto di un’ordinanza del Tar del maggio scorso che prescrive l’apertura della strada usata da 60 anni per il passaggio pedonale (l’ha chiusa un anno fa l’imprenditore svizzero che ha acquistato terreno e casa) è l’oggetto di una contesa senza fine che va oltre la protesta per assumere contorni giudiziari e politici. Ora anche l’infortunio ad un lavoratore che fa parte della squadra impegnata a mettere in sicurezza la strada alternativa a quella storica. Il lavoratore, forse per il caldo cocente, ieri si è improvvisamente accasciato a terra mentre stava operando sul posto e dei colleghi di lavoro lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale. I residenti appostati davanti al cancello chiuso con camper, sedie ed ombrelloni, come fanno da un mese, lo hanno visto barcollare mentre i colleghi sconvolti lo portavano in auto. "Doveva essere il primo giorno di apertura della strada alternativa. Tutto potevamo immaginare ma non che succedesse questo" - hanno detto i residenti rivolgendo un pensiero affettuoso al lavoratore per far sentire tutta la vicinanza del presidio.

I lavori del percorso alternativo erano stati avviati dopo l’incontro in Prefettura di due giorni fa a cui hanno preso parte il sindaco, una rappresentanza del comitato di Poggio Arena e l’on. Miguel Donegani che lo ha richiesto. Il Prefetto ha invitato il sindaco a emettere ordinanza per aprire la strada alternativa solo dopo che il proprietario ha completato i lavori per la messa in sicurezza. E i residenti stanno là davanti il cancello a guardare ogni movimento giorno e notte. Ieri hanno assistito al malore dell'operaio, stamattina hanno visto il cancello aprirsi. Ma non hanno ricevuto la notifica  dell'ordinanza del sindaco che attendevano. Ed intanto la vicenda ha fatto già scattare varie indagini. Se ne occupano la Procura di Gela a cui sono arrivati diversi esposti, la Capitaneria di Porto che segue la parte relativa all’area demaniale e al Palazzo di Città è arrivata anche la Guardia di Finanza. Tra i vari esposti e segnalazioni presentati per il mare negato c’è anche quello inoltrato all’ Anac da Carmelo Faraci, uno dei componenti del comitato, che sostiene che "in questa vicenda non siano stati rispettati i principi cardine della pubblica amministrazione: legalità, buon andamento, imparzialità e trasparenza". L’indice, in queste e altre segnalazioni, è puntato contro il segretario generale Giovanni Curaba (come dirigente ad interim dell’Urbanistica ha seguito tutto l’iter burocratico) e contro il sindaco Terenziano Di Stefano che ha cercato di mediare. Forti gli scontri tra residenti e primo cittadino. Il caso è anche politico con il movimento PeR che è all’opposizione che presenta esposti, richieste di accessi agli atti. Anche con il cancello aperto, la guerra non sembra destinata a cessare.