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terremoti & scienza

Faglia di Sant'Andrea, tensione ai massimi da mille anni: e ora si teme il "Big One"

I sismologi misurano un accumulo di tensione senza precedenti al Cajon Pass. Cosa significa questo "numero tecnico" per il futuro di milioni di americani

12 Giugno 2026, 20:24

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Faglia di Sant'Andrea, tensione ai massimi da mille anni: e ora si teme il "Big One"

A nord-est di Los Angeles, nel corridoio montano del Cajon Pass, ogni giorno scorrono merci, treni e automobili su un suolo tutt’altro che immobile. Sotto questo snodo cruciale, la crosta terrestre sta accumulando uno stress tettonico silenzioso ma crescente, a livelli che non si registravano da almeno un millennio.

Non è l’anticamera di un disastro annunciato, ma un segnale di un quadro più articolato: il sistema di fratture della California meridionale appare più carico e interconnesso di quanto finora ipotizzato. A tracciare questa nuova mappa del rischio è uno studio guidato da Liliane M. L. Burkhard, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth.

Attraverso avanzate simulazioni in 4D che ripercorrono un millennio di storia sismica, il team ha stimato lo stato attuale degli sforzi sui segmenti chiave del Cajon Pass.

Il dato più inquietante riguarda il tratto San Jacinto–Bernardino (SJB), dove lo stress è salito a 3,6 megapascal, oltre gli intervalli tipici di innesco stimati in passato tra 1,2 e 2,9 MPa.

Il fulcro della scoperta è il concetto di “earthquake gate”, la “porta sismica”. Il Cajon Pass non è una semplice linea di discontinuità, ma un punto di giunzione in cui due giganti geologici — la celebre faglia di San Andreas e l’iperattiva faglia di San Jacinto — possono interagire.

In questo varco, un terremoto può trovare un ostacolo che ne arresta la propagazione oppure, al contrario, una “porta aperta” che consente il trasferimento della rottura da una struttura all’altra.

Gli studiosi osservano che, quando la differenza di stress tra le due faglie si riduce, aumenta sensibilmente la probabilità di una frattura concatenata e simultaneaComprendere tale meccanismo a cascata è essenziale. La memoria sismica dell’area è segnata dal terremoto di Fort Tejon del 1857, magnitudo 7,9, che produsse una rottura di oltre 330 chilometri.

Poiché nel settore meridionale della San Andreas i grandi eventi si manifestano in media ogni 150 anni, l’orologio geologico ha teoricamente superato la sua scadenza. Ma “probabile” non significa “imminente”.

Nessuno può indicare quando cederà un blocco di roccia incastrato; tuttavia, se ciò avvenisse, la liberazione di 3,6 MPa in un’area così interconnessa potrebbe provocare danni ingenti. Gli scenari ufficiali, come il modello “ShakeOut” della USGS, sono espliciti: un sisma di magnitudo 7,8 potrebbe causare 1.800 vittime, oltre 50.000 feriti e paralizzare l’economia con danni stimati in 191 miliardi di dollari.

I nuovi risultati si aggiungono alle stime che attribuiscono una probabilità del 60% a un terremoto di magnitudo 6,7 nei prossimi 30 anni nell’area di Los Angeles, fornendo elementi essenziali per pianificare infrastrutture più resilienti, aggiornare i codici edilizi e rinforzare le strutture esistenti.