Attualità
Sampieri e gli strani ritrovamenti sulla spiaggia
Durante una passeggiata mattutina, sbucano alcuni esemplari che non è stato facile riconoscere
Dal lungomare Miramare fino alla suggestiva Punta Pisciotto, sovrastata dalla maestosa sagoma dell’ex Fornace Penna, il litorale di Sampieri è lo scenario consueto di passeggiate mattutine intrise di quiete: il fruscio ritmico delle onde, la luce gentile del sole e un’aria tersa che rinvigorisce lo spirito.
Stamattina, però, la serenità della battigia dorata è stata incrinata da un rinvenimento insolito: due esemplari marini, trascinati a riva dalla risacca, hanno catturato l’attenzione di un frequentatore abituale, trasformando una camminata di routine in una piccola indagine di biologia marina.
Il primo, e senza dubbio più inatteso, sembra riconducibile al pesce remo (Regalecus glesne). Celebre per il corpo lunghissimo, nastriforme e sottile, è una specie tipica degli abissi, dove vive tra i 200 e i 1000 metri di profondità. La sua comparsa in superficie o il suo approdo sull’arenile rappresentano un evento di eccezionale rarità.
Se in molte tradizioni popolari, in varie parti del mondo, la sua presenza è stata letta come presagio di calamità naturali o terremoti, le interpretazioni scientifiche sono più solide: l’allontanamento dall’habitat profondo è verosimilmente legato a ferite, patologie o all’effetto di correnti anomale.
A breve distanza, la sabbia ha restituito anche una murena (Muraena helena). Riconoscibile dall’aspetto allungato e dalla caratteristica livrea scura maculata, l’esemplare presentava aree visibilmente decolorate, un fenomeno fisiologico tipico delle fasi di decomposizione post mortem.
Anche qui la spiegazione più plausibile chiama in causa l’interazione con l’attività umana: non è raro che queste specie restino impigliate in reti da pesca o in attrezzi abbandonati, con esiti spesso letali, prima di essere rigettate a riva.
Pur nel loro risvolto mestamente didascalico, i due ritrovamenti ricordano quanto il mare che bagna Sampieri resti un sistema complesso e in parte inesplorato.
Tra la monumentalità storica dell’ex Fornace Penna e un tratto di natura ancora intatta, questa spiaggia continua a essere un osservatorio privilegiato, capace di sorprenderci ogni giorno con la meraviglia e il mistero che emergono dagli abissi.