il dibattito
Delibere per pagare le spese: a Trapani il caso Pac riaccende lo scontro sulla movida
Debiti fuori bilancio, sentenze del Tar e l'urgenza: conciliare esigenze di residenti ed esercenti con lo sviluppo del centro storico
Ieri sera le delibere approvate dal Consiglio comunale hanno riguardato debiti fuori bilancio legati alla movida. I residenti del centro storico, nel tempo, costituiti in comitato, hanno fatto una sorta di class action contro le ordinanze che nel tempo sono state adottate dal Comune per regolare la musica nei locali del centro. In due sentenze del Tar, ma pare ce ne sia una terza in arrivo, il Comune, che frattanto era ricorso al ritiro in autotutela, è stato comunque condannato a pagare le spese legali e di giudizio. Liquidate adesso con le delibere.
Cosa significa? La gestione delle emissioni musicali non può essere gestita con le ordinanze. Serve il Pac, piano acustico comunale, non si può agire con le ordinanze, ed è previsto da una norma del 1995 nel frattempo aggiornata. Severa nei contenuti, più del proposto Pac. E per adesso i controlli e le autorizzazioni vengono fatte applicando direttamente la norma e quelle norme nel frattempo entrate in vigore dopo la tragedia di inizio anno di Crans Montane.
Trapani non ha mai avuto un piano acustico, nessuna Giunta lo ha mai adottato, ci sta provando quella in carica guidata dal sindaco Tranchida. E questo tra le proteste di molti esercenti, la cui ragione in parte non è campata in aria. La cosa che non torna, dicono a Palazzo D'Alì, è l'asserzione che siccome si vuole regolare l'attività dei locali, la conseguenza è che "il centro storico muore". Dal Comune esce una foto diversa. I numeri del Suap (sportello imprese), per esempio, dicono come negli ultimi cinque anni l'apertura di nuove attività è stata nettamente superiore alla chiusura, circostanza confermata in questi primi mesi del 2026. E poi i lavori che alcuni privati stanno facendo per aumentare le ricettività: l'ex Banca d'Italia di piazza Scarlatti (ci sarà un cinque stelle elegante), la trasformazione in albergo di Palazzo Maccagnone Principi di Granatelli tra le vie Cassaretto e San Francesco, un Resort Spa che sorgerà in piazzetta Ghiaccio, e nella stessa zona l'ex caserma Verdinois che è destinata a diventare un luogo di eccellenze artistiche. Inoltre pare che in via di definizione c'è la trasformazione in residence dell'ex sede della Sicilcassa di via Garibaldi. Parlare di collasso del centro è cosa impropria.
Bisogna saper conciliare le esigenze dei residenti, turisti compresi, e di chiunque accede al centro, con il lavoro dei locali, e ai titolari il sindaco Tranchida ha chiesto, in mezzo a escandescenze, buone per i social, un diverso approccio culturale. Ci sta provando l'avvocato Brillante che ha però chiesto un aggiornamento del piano, e di applicare delle differenziazioni a secondo anche delle caratteristiche del locale, ma agli esercenti ha chiesto di saper coordinarsi negli eventi. Serve saper organizzare la movida. E la musica può essere anche diversa da quella dei decibel impazziti. Come dice la prof. Sabrina Rocca, residente in centro, «non esiste una bacchetta magica, ma forse si può risolvere anche questo se ognuno cede qualcosa per ottenere qualcos'altro».
Sono state avanzate altre proposte, per esempio riconoscere "sconti" sulle tasse comunali agli esercenti che si prendono cura del tratto di strada, del verde davanti ai locali, oppure se operano interventi di mitigazione acustica nei loro locali. Tutto il resto in questi giorni fa parte della contrapposizione politica estrema, il sindaco ha definito certi attacchi "terrorismo politico". L'opposizione con Fileccia a proposito di Pac ha ricordato che il ritardo nella adozione per responsabilità appartiene solo e soltanto al primo cittadino.