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13 giugno 2026 - Aggiornato alle 14:16
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Economia

Edilizia, previste oltre 43mila assunzioni nel 2027 in provincia di Ragusa. Ance: "Ma mancano i candidati"

L'associazione di categoria lancia l'allarme e mette in evidenza un paradosso legato anche alla carenza di formazione

13 Giugno 2026, 09:55

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Nel 2027 le imprese della provincia di Ragusa prevedono oltre 43 mila inserimenti in tutti i comparti economici: dall’industria all’agricoltura, dalle costruzioni all’artigianato, dai servizi alle attività di cooperazione. Un volume in aumento rispetto all’anno precedente, che testimonia la vitalità del tessuto produttivo locale e la sua capacità di generare occupazione.

Resta però elevato il mismatch tra domanda e offerta: quasi una posizione su due è considerata di difficile reperimento. Le aziende segnalano infatti una crescente scarsità di candidati e, in molti casi, una preparazione non allineata alle esigenze del mercato.

È quanto emerge dall’analisi congiunta di ANCE e del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che restituisce il ritratto di un territorio dinamico ma chiamato ad affrontare una sfida strutturale cruciale: disporre di professionalità adeguate ai fabbisogni delle imprese.

Le costruzioni – dice il direttore di Ance Ragusa, Giuseppe Guglielmino – continuano a rappresentare uno dei principali motori dell'economia siciliana e della provincia di Ragusa, ma il futuro della crescita rischia di essere frenato dalla crescente difficoltà nel reperire lavoratori qualificati. Una criticità che interessa in modo particolare il comparto delle costruzioni, dove la domanda di operai specializzati, tecnici, impiantisti, capicantiere e figure professionali qualificate continua ad aumentare”.

“I dati ci dicono con chiarezza che il problema non è la mancanza di lavoro – afferma il Presidente di ANCE Ragusa, Giorgio FirrincieliLe imprese vogliono assumere e investire. Il vero tema è riuscire a trovare le competenze necessarie per sostenere la crescita e accompagnare le trasformazioni in atto nel settore”.

Il settore edile mantiene, infatti, un ruolo strategico nell’economia regionale: in Sicilia rappresenta una componente essenziale degli investimenti e dell’occupazione e, nel territorio ibleo, continua a fungere da traino per la domanda di lavoro. La progressiva chiusura della stagione dei bonus edilizi e l’accelerazione degli investimenti pubblici legati al PNRR stanno ridisegnando il mercato, imponendo un salto di qualità nelle professionalità richieste e nelle filiere formative.

Per ANCE Ragusa diventa dunque prioritario accompagnare questa transizione con un deciso investimento nella formazione tecnica, nel rafforzamento degli ITS, in una cooperazione più stretta tra scuola, università e sistema produttivo e nella valorizzazione delle professioni dell’edilizia.

La vera infrastruttura strategica dei prossimi anni sarà il capitale umano – rileva Guglielmino – Le opere pubbliche, la rigenerazione urbana, la transizione energetica e la digitalizzazione richiederanno competenze nuove e sempre più specializzate. Per questo dobbiamo costruire un'alleanza territoriale tra imprese, istituzioni e mondo della formazione”.

Resta, inoltre, il nodo demografico: l’invecchiamento della popolazione, il calo della natalità e l’emigrazione di giovani qualificati rischiano di comprimere il potenziale di sviluppo del territorio.

Secondo Ance Ragusa, la sfida del prossimo quinquennio sarà trasformare le risorse oggi disponibili in crescita solida e duratura, puntando su innovazione, sostenibilità, infrastrutture e qualificazione professionale.

Ragusa possiede tutte le potenzialità per diventare uno dei territori più competitivi del Mezzogiorno”, conclude il Presidente. “Ma per riuscirci occorre costruire oggi le condizioni che consentano alle imprese di trovare le competenze di cui hanno bisogno e ai giovani di costruire il proprio futuro all'interno del nostro territorio”.