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Attualità

Modica e un tesoro nascosto ai più: la chiesa rupestre di Santa Venera

E' situato nel quartiere della Catena, in un'area molto suggestiva e particolare

17 Giugno 2026, 00:46

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Modica e un tesoro nascosto ai più: la chiesa rupestre di Santa Venera

L'area interessata

La chiesa rupestre di Santa Venera, nel rione della Catena a Modica, torna al centro dell’attenzione delle istituzioni.

È stato avviato un percorso per individuare le risorse necessarie alla riqualificazione del complesso, considerato tra i luoghi più rilevanti del patrimonio ipogeo cittadino.

Obiettivo dichiarato: mettere in sicurezza e preservare le pitture murali all’interno e restituire il bene alla fruizione culturale e turistica.

A rilanciare il dossier è stato il deputato regionale Ignazio Abbate, che ha richiamato il valore storico e identitario del piccolo edificio sacro scavato nella roccia.

La chiesetta, situata nell’area di via Cannizzaro, conserva infatti decorazioni di matrice bizantina ed è parte di quel sistema di insediamenti rupestri che racconta una pagina significativa del Medioevo modicano.

Il sito versa da tempo in stato di abbandono. Da qui l’appello a interventi capaci di arrestarne il degrado e tutelare gli elementi artistici ancora leggibili.

Un ruolo di rilievo, in questa fase, è attribuito al lavoro di ricerca e documentazione del Centro Studi della Contea, impegnato nella mappatura e nella valorizzazione delle emergenze scavate nella roccia presenti sul territorio.

«Non possiamo permettere che il tempo e l’indifferenza cancellino queste tracce della nostra storia», ha dichiarato Abbate, annunciando la volontà di attivarsi nelle sedi competenti per reperire le risorse economiche necessarie al recupero del monumento.

Secondo quanto comunicato, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa dovrebbe curare la progettazione degli interventi.

Il piano avrebbe una duplice finalità: da un lato la conservazione dell’edificio e dei cicli pittorici, dall’altro la messa in sicurezza dell’area per consentirne l’inserimento nei percorsi di visita dedicati al patrimonio storico e archeologico locale.

La vicenda riaccende i riflettori sulla fitta rete di testimonianze ipogee presenti a Modica, spesso meno note rispetto ad altri simboli della città.

In questo contesto è stato richiamato anche il caso della chiesa rupestre di San Niccolò, già apprezzata dai visitatori e destinata, secondo quanto annunciato, a ulteriori lavori di restauro.

Il recupero di Santa Venera rappresenterebbe un passo ulteriore nella valorizzazione di una componente essenziale dell’identità culturale modicana, legata a insediamenti e luoghi di culto scavati nella roccia che restituiscono secoli di storia del territorio.