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La fuga per la vita: l'esodo silenzioso dei malati oncologici siciliani verso le strutture del Nord
Aumentano i viaggi della speranza verso i grandi ospedali del Settentrione ma anche del Centro del Paese. Trapani e Agrigento sono le province con il più alto tasso di mobilità sanitaria
La migrazione sanitaria dei pazienti siciliani continua a configurarsi come una sfida logistica ed emotiva, trasformando la ricerca di cure in un vero e proprio “esodo”. Ogni anno un numero crescente di malati è costretto a lasciare l’Isola per sottoporsi a terapie specialistiche e interventi oncologici complessi, dirigendosi verso le strutture di riferimento del Centro-Nord, in particolare in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Toscana.
I dati 2024 - elaborati dalla onlus "A Casa Lontani da Casa" - confermano che la Sicilia figura tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno. L’Analisi del contesto demografico dell’Assessorato della Salute evidenzia inoltre una distribuzione disomogenea sul territorio: le province di Trapani e Agrigento registrano i livelli di fuga più elevati.
Tra gli uomini, la mobilità extraregionale raggiunge il 7,2% a Trapani e il 6,4% ad Agrigento, a fronte di una media isolana del 4,8%; tra le donne, Trapani tocca il 6,1% e Agrigento il 5,4% (media regionale femminile al 4,1%).
Il quadro, letto per singola patologia oncologica, appare particolarmente critico. Il 28% dei siciliani con tumore alla prostata sceglie di operarsi fuori regione, soprattutto in Veneto, Lombardia e Toscana; seguono i pazienti con neoplasia polmonare (17,9%) e le donne con carcinoma mammario (9,1%).
Dietro le percentuali si nascondono trasferte onerose, difficoltà organizzative e profonde ricadute psicologiche, aggravate dalla distanza da casa e dal lavoro. È il caso di Roberta, partita dalla provincia di Catania per Milano: nel capoluogo lombardo ha ricevuto la diagnosi di tumore al seno e ha affrontato un lungo percorso terapeutico lontana dalla famiglia.
A sostenere chi è costretto a curarsi altrove intervengono reti solidali come A Casa Lontani Da Casa, che offre orientamento e alloggi temporanei gratuiti o a costi calmierati.
Secondo l’Osservatorio dell’associazione, la Sicilia è tra le principali aree di provenienza per le richieste di ospitalità: nel 70% dei casi la permanenza non supera i sette giorni, mentre per il 15% oltrepassa i quindici, spesso con viaggi ripetuti nel tempo.

Come sottolinea la presidente, Laura Gangeri (nella foto qui sopra), per questi malati "il disorientamento è l’esperienza emotiva maggiormente descritta", rendendo imprescindibile un’accoglienza capace di sostenerli tanto sul piano pratico quanto su quello umano.