Politica
Il centrodestra e la vigilia del tavolo regionale, la riflessione di Galifi sull'esperienza di Ispica
Il già candidato a sindaco mette tutti sull'attenti: "Hanno prevalso logiche particolaristiche e personalismi. E tutti sappiamo com'è andata a finire"
Alla vigilia del tavolo regionale del centrodestra, convocato domani a Palermo, Angelo Galifi richiama l’attenzione dei vertici della coalizione su quanto avvenuto a Ispica, unico comune della provincia di Ragusa chiamato al voto nell’ultima tornata, evidenziando come la frammentazione interna abbia inciso sulle dinamiche politiche locali.
“In vista del tavolo regionale del centrodestra convocato domani a Palermo – dice il già candidato a sindaco – ritengo doveroso portare all’attenzione dei vertici della coalizione l’esperienza maturata a Ispica, unico comune della provincia di Ragusa al voto nell'ultima tornata elettorale, dove sono emerse le criticità derivanti da una frammentazione interna. Il celebre detto catanese ‘Quando a Sant’Agata rubarono, le fecero le porte di ferro’ ben sintetizza l'attuale fase politica: dopo le difficoltà registrate in diverse realtà territoriali, finalmente il centrodestra sente l’esigenza di ricompattarsi per confrontarsi ed elaborare una visione programmatica unitaria e coesa.”
Secondo Galifi, il caso ispicese rappresenta un paradigma delle tensioni che attraversano la coalizione. “Il caso di Ispica è, in tal senso, emblematico – continua – Pur nutrendo riserve su alcune scelte dell'amministrazione uscente che ci avevano portato a non condividere più il progetto iniziale, il mio impegno è stato volto, per puro senso di responsabilità, a favorire il ricongiungimento della coalizione, che rappresenta il valore assoluto. Tuttavia, il prevalere di logiche particolaristiche e di personalismi ha impedito la sintesi necessaria. Dinamiche analoghe si erano già palesate in occasione delle elezioni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dove la duplicità delle candidature ha rischiato seriamente di favorire l'area avversa, così come in altri comuni dove molti dei partiti di centrodestra si vedono contrapposti. Di conseguenza anche a Ispica non si è riusciti a ricostruire il centrodestra che governa alla regione, così come a Roma, circostanza che di fatto ha indebolito lo schieramento frammentandone il consenso. Sebbene al ballottaggio sia stato possibile scongiurare una sconfitta attraverso il sostegno a una candidatura civica alternativa al centrosinistra, questo esito non può e non deve far passare in secondo piano le lacune politiche emerse nella fase preliminare, che devono essere assolutamente affrontate e risolte.
“È tempo di inaugurare una nuova stagione di confronto, capace di integrare le diverse anime politiche con le istanze del mondo produttivo e delle professioni. La mia candidatura nasceva, del resto, dall'esigenza di saldare il legame tra una politica condivisa e costruttiva e il territorio stesso, valorizzando competenze concrete. Ricordo che il dato elettorale su cui più di tutti dobbiamo riflettere è stato l’astensionismo al voto, pari al 58,79%. Dobbiamo scongiurare il rischio che le continue incomprensioni alimentino la disaffezione sia degli elettori e scoraggino l’impegno civico di chi guarda alla politica con passione e voglia di fare.”
Guardando al confronto di Palermo, Galifi affida ai coordinatori regionali il compito di trarre insegnamento dai casi più recenti. “Confido, conoscendo il valore e la visione politica dell’on. Fabio Mancuso e dell’on. Nino Minardo, così come di tutti i coordinatori regionali degli altri partiti, che il tavolo regionale sappia trarre lezioni dai casi di Ispica, Agrigento, Bronte ed Enna. Il mio auspicio è che l'esperienza vissuta possa fungere da monito per la costruzione di un centrodestra finalmente coeso, sia nelle sfide amministrative che nell’attività parlamentare all'Assemblea Regionale Siciliana, agendo sempre e solo nell'interesse primario dei cittadini e del futuro della Sicilia. Solo con queste condizioni si potrà tornare a guardare la politica con maggiore fiducia”.