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Attualità

Vittoria, l'uomo che alimenta il fuoco e una colonna nera che si alza verso il cielo

L'associazione Terre Pulite non si stanca di denunciare un fenomeno che avvelena il territorio da anni

17 Giugno 2026, 20:22

20:30

Vittoria, l'uomo che alimenta il fuoco e una colonna nera che si alza verso il cielo

Nelle campagne della fascia trasformata si continua a respirare un’aria pesante, e non solo in senso figurato. L’associazione Terre Pulite torna a denunciare un fenomeno che da anni avvelena il territorio: le fumarole, quei roghi accesi tra le serre per smaltire illegalmente rifiuti agricoli e plastica. Una pratica che, nonostante controlli e appelli, sembra impossibile da estirpare.

L’ultimo scatto pubblicato dall’associazione mostra un uomo che alimenta un fuoco mentre una colonna di fumo nero si alza verso il cielo. Un’immagine che racconta una realtà purtroppo familiare a chi vive o lavora nella zona. «Una delle realtà più brutte del nostro territorio», scrive Terre Pulite, ricordando come queste scene non siano eccezioni ma parte di una quotidianità che si ripete da anni.

Nel dibattito pubblico, il fenomeno delle fumarole viene spesso associato all’ecomafia e alla criminalità organizzata. Terre Pulite non nega l’esistenza di questi fenomeni, ma invita a non usarli come spiegazione universale. «Molte fumarole non vengono accese da mafiosi, ma da persone comuni che continuano a bruciare rifiuti pensando che sia la soluzione più semplice», si legge nel post. Una riflessione che ribalta la narrazione più comoda: attribuire tutto alla criminalità rischia di diventare un alibi, un modo per spostare la responsabilità sempre su qualcun altro.

L’associazione punta il dito contro un problema culturale e collettivo. «Il problema riguarda tutti: chi accende il fuoco, chi fa finta di non vedere, chi tollera e chi da anni conosce questa situazione senza riuscire a cambiarla». Una denuncia che chiama in causa agricoltori, braccianti, cittadini e istituzioni, perché quel fumo non resta confinato nei campi dove nasce: si sposta, entra nelle case, ricade sui terreni, finisce nei polmoni di bambini e anziani.

L’appello finale è semplice ma diretto: smettere di bruciare rifiuti. Difendere la terra, sostiene Terre Pulite, significa anche evitare di avvelenarla ogni giorno con gesti che sembrano piccoli ma che hanno conseguenze enormi sulla salute e sull’ambiente.

Un messaggio che arriva ancora una volta dal basso, da chi il territorio lo vive e lo osserva quotidianamente, e che chiede con forza un cambio di mentalità prima ancora che di norme.