Attualità
Vittoria, l'Oipa: "Il randagismo è fuori controllo"
"Si fa finta di non vedere quello che tutti sanno. E il fenomeno intanto continua a montare"
Il randagismo nelle nostre campagne non nasce dal nulla. A denunciarlo è l’Oipa, che punta il dito su cause e responsabilità precise per quanto accade a Vittoria.
Secondo l’organizzazione, da anni si assiste alla proliferazione incontrollata di branchi provenienti dai contesti rurali.
Cani detenuti da pastori e allevatori lasciati riprodursi senza controllo, senza sterilizzazioni e, troppo spesso, senza alcuna conseguenza per i responsabili.
Con il caldo e la sete, questi animali si spostano verso i centri abitati, formando nuovi nuclei talvolta aggressivi, “sempre per colpa dell’uomo”.
Nel frattempo, si continua a parlare di emergenza quando il problema è già esploso: si spendono fondi per la gestione, si riempiono i canili, si rincorrono le adozioni e si cercano “tutor armati solo di buona volontà”, come se i cani potessero vivere “di aria fritta”.
Tutto questo è importante, certo, ma la domanda resta: qualcuno intende finalmente intervenire sulle cause?
All’indirizzo di chi organizza eventi, passerelle, manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, l’appello è diretto: “Venite con noi nelle campagne. Venite a vedere i cuccioli nati e abbandonati, i cani investiti, quelli morti di fame, di sete o di malattie. Venite a vedere cosa significa raccogliere ogni giorno le conseguenze dell’indifferenza e della mancata prevenzione. Non postate foto per raccogliere il ‘mi piace’ o i cinque euro di un giorno.”
Le adozioni salvano vite, così come le staffette. I canili offrono un rifugio a chi altrimenti non avrebbe scampo. Ma, avverte l’Oipa, “non possiamo continuare a svuotare il mare con un secchiello mentre il rubinetto resta aperto”, anche perché tutto questo ha un costo economico.
Servono controlli efficaci, sterilizzazioni obbligatorie dove necessario, interventi capillari sul territorio e il coraggio di affrontare situazioni che troppo spesso si preferisce ignorare.
Il volontariato autentico — senza stipendi, interessi o visibilità — è allo stremo.
E mentre le istituzioni, troppo spesso, restano a guardare, ogni giorno altre vite innocenti nascono per finire in strada, soffrire e morire nell’indifferenza generale.
“Il nostro silenzio ci rende complici.” Se davvero vogliamo combattere il randagismo, dobbiamo smettere di rincorrere l’emergenza e cominciare a eliminare le cause che lo generano.