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clima impazzito

Caldo estremo al Grand Canyon, soccorsi in tilt e quattro vittime

Il National Weather Service lancia un nuovo allarme per il 22 e 23 giugno. Gli elicotteri non volano nelle ore più torride e il parco sconsiglia le escursioni diurne.

20 Giugno 2026, 23:49

23:50

Caldo estremo al Grand Canyon, soccorsi in tilt e quattro vittime

Il Grand Canyon, da icona del West a scenario letale. In vista dell’imminente ondata di calore, il National Weather Service ha emanato una “extreme heat watch” valida dalle 10:00 di lunedì 22 giugno 2026 alle 19:00 di martedì 23 giugno 2026 per tutte le aree al di sotto dei 4.000 piedi di quota.

Le previsioni sono impietose: a Phantom Ranch i termometri raggiungeranno 111-112 gradi Fahrenheit, oltre 44 gradi Celsius, mentre a Havasupai Gardens si sfioreranno i 37 gradi.

Nell’“Inner Canyon” la calura non è un semplice disagio stagionale, ma un pericolo concreto che solo a giugno ha già provocato quattro morti.

Il bilancio del mese è drammatico. Il 20 giugno 2026 il National Park Service ha confermato tre decessi di escursionisti in due episodi distinti: il 12 giugno un 72enne è crollato sul South Kaibab Trail; il 16 giugno un uomo di 67 anni e una donna di 68 sono stati rinvenuti senza vita sul North Kaibab Trail. Pochi giorni prima, il 6 giugno, un diciottenne era morto lungo il Bright Angel Trail. In tutti i casi, i decessi sono stati ricondotti a patologie da calore; i soccorsi, pur supportati dagli elicotteri, sono arrivati quando non c’era più nulla da fare.

A rendere insidiosa l’esperienza contribuisce la “montagna capovolta” del canyon. Diversamente dai percorsi alpini, qui si inizia scendendo, con energie ancora integre, per poi dover risalire quando il fisico è già provato. La temperatura è un avversario subdolo: aumenta di circa 5,5 gradi Fahrenheit ogni 1.000 piedi di discesa. Così, una giornata mite sul South Rim (circa 7.000 piedi) si trasforma in un forno man mano che si scende verso il fiume Colorado (attorno ai 2.400 piedi).

L’assistenza medica, inoltre, può subire ritardi a causa dell’alto numero di chiamate e delle limitazioni operative degli elicotteri nelle ore più torride.

I sentieri più insidiosi restano il North e il South Kaibab. Il North Kaibab, dove sono morte due delle ultime vittime, è il tracciato più impegnativo dell’Inner Canyon: illude con la frescura mattutina dell’alta quota, salvo intrappolare gli escursionisti nelle ore incandescenti. Il South Kaibab è altrettanto severo: privo di ombra, senza punti di approvvigionamento idrico e con una risalita estenuante.

Il monito del parco per l’estate è netto: le traversate integrali in giornata sono sconsigliate. È fondamentale mettersi in cammino solo prima dell’alba o dopo le 15:00, evitando l’esposizione solare tra le 10:00 e le 16:00.