Società
Pozzallo, l'atleta paralimpico Devincenzi ha raccontato la sua commovente esperienza
"Ho perso una gamba, ma non di certo la voglia di vivere"
Un invito a non parlare di “disabilità”, ma a riconoscere la forza della volontà e della resilienza.
È il messaggio emerso dall’incontro con Andrea Devincenzi, ospitato nella sala cultura “Meno Assenza” di Pozzallo, davanti ai soci e al pubblico della Mtb Pozzallo. L’iniziativa è stata resa possibile dal sodalizio ciclistico ibleo, guidato dal presidente Elvio Sigona.
Devincenzi, atleta paralimpico, detentore di dieci Guinness World Records e coach formatore, è impegnato in un lungo itinerario in bicicletta dedicato ai Quattro Elementi.
Venerdì sera ha fatto tappa nella città marinara per condividere esperienze e visione, dimostrando come i confini veri risiedano soprattutto nella mente.
A 17 anni, in seguito a un grave incidente stradale, ha subito l’amputazione di una gamba. Da quella rottura ha tratto una nuova prospettiva, trasformando il limite in risorsa, lo sport in veicolo educativo e il viaggio in testimonianza tangibile di determinazione, coraggio e speranza.
Il tour, che lo vede affiancato dalla campionessa olimpica di Atlanta 1996, Patrizia Spadaccini, attraversa territori e comunità con l’obiettivo di sensibilizzare sul valore della perseveranza, dell’inclusione e della capacità di non arrendersi.
La trentatreesima tappa lo ha condotto a Pozzallo, dove ha illustrato il percorso, strutturato simbolicamente nei quattro elementi: Aria (da Sanremo a Trieste), Terra (Trieste–Casalmaggiore, Bologna, Firenze e Roma), Acqua (da Roma a Reggio Calabria) e Fuoco (in Sicilia, da Buseto Palizzolo alla vetta dell’Etna).
“Ho perso una gamba ma non la voglia di vivere – dichiara Devincenzi in platea – Il mio obiettivo è quello di arrivare sempre a fare qualcosa di più, questo non fermarsi che equivale ad alzare ogni giorno l’asticella verso qualcosa che, dieci giorni prima, pensavi di non poter raggiungere. Questo viaggio che mi ha portato qui è un atto civile: attraversare l’Italia per dimostrare che qualsiasi sia il vostro Everest, una malattia, un fallimento, una perdita, si può con orgoglio superare”.
Spazio anche ai consigli pratici, a cominciare dall’alimentazione: “Non fare del cibo una dogma – ha detto l’atleta – Se ho voglia e necessità di ‘sgarrare’, anche per poco, mi concedo quello che voglio. È chiaro, poi, come la moderazione anche a tavola debba prevalere, ma guai a dire che questo si mangia e quello no. Non serve a nulla”.
All’incontro ha preso parte il vicesindaco Raffaele Monte, che ha espresso gratitudine a Devincenzi per i valori promossi e per l’elevato profilo agonistico e umano testimoniato nel suo percorso.