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la svolta

Re Carlo "sfratta" se stesso: Buckingham Palace non è più (dopo quasi due secoli) la casa del sovrano

Terminati i restauri da 369 milioni, il sovrano e Camilla resteranno a Clarence House. L'iconico palazzo diventerà solo quartier generale e si aprirà sempre di più ai turisti

26 Giugno 2026, 00:33

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Re Carlo "sfratta" se stesso: Buckingham Palace non è più (dopo quasi due secoli) la casa del sovrano

Il palazzo più celebre del Regno Unito, con le sue 775 stanze e il balcone simbolo nel mondo, è pronto a cambiare identità: non sarà più la dimora privata del sovrano.

In una rottura storica con una tradizione in vigore dal 1837, re Carlo III e la regina Camilla hanno deciso di non trasferirsi a Buckingham Palace al termine dei lavori di ristrutturazione.

La coppia reale manterrà la propria base londinese a Clarence House, residenza vissuta come autentica casa, più misurata e riservata, in netto contrasto con la monumentalità quasi impersonale di Buckingham Palace.

La decisione, emersa in concomitanza con la presentazione dei conti annuali della monarchia il 25 giugno 2026, va oltre la pura logistica e ridisegna in profondità il rapporto tra la Corona e i suoi spazi.

A motivarla è un ampio progetto di modernizzazione, materiale e simbolica. L’edificio al centro della vita istituzionale è interessato da un restauro decennale, avviato nel 2017 e dal costo di 369 milioni di sterline: un intervento imponente, che prevede l’installazione di migliaia di chilometri di nuovi cavi elettrici e tubature, necessario per scongiurare incendi e allagamenti causati da impianti risalenti agli anni Cinquanta. Eppure, a lavori conclusi, il sovrano non vi prenderà alloggio.

Buckingham Palace manterrà esclusivamente il ruolo di “motore” istituzionale: quartier generale amministrativo, centro cerimoniale e palcoscenico per ricevimenti, investiture e attività di diplomazia di Stato.

La rinuncia alla funzione domestica risponde a una precisa visione politica: la monarchia di Carlo III punta a presentarsi come un’istituzione “snella”, meno dispersa e più orientata al servizio pubblico. La mossa libera spazi preziosi e trasforma la sede da “casa-monumento” chiusa al pubblico a bene culturale condiviso.

Il cambiamento è già visibile: nel 2024-25 si è registrato un record di visitatori grazie all’apertura estiva sette giorni su sette e, per la prima volta nella storia recente, all’introduzione dei tour guidati dell’East Wing, la facciata del celebre balcone.

Resta centrale il nodo del Sovereign Grant, il fondo pubblico che sostiene le attività ufficiali della Corona. Per finanziare il cantiere, il contributo salirà a 137,9 milioni di sterline nel 2026-27; una volta ultimati i lavori, il governo britannico introdurrà una nuova legislazione per ridurre il finanziamento a partire dal 2027-28.