Attualità
Ragusa ha dato l'ultimo saluto ai coniugi Poidomani morti nello stesso incidente stradale
Questa mattina le esequie funebri celebrate da don Carmelo Mollica che ha ricordato la loro vita assieme interrotta a causa del tragico evento
Una parte della città di Ragusa si è raccolta questa mattina nella parrocchia di San Pio X per dare l’ultimo saluto a Giorgio Poidomani, 90 anni, e Pina Firrincieli, 85 anni, i due coniugi che hanno perso la vita nel tragico incidente sulla Sp 60 Ragusa–Santa Croce. La chiesa era colma, attraversata da un silenzio che parlava più di qualsiasi parola, mentre le bare venivano accolte da una comunità che ancora non riesce a capacitarsi di quanto accaduto. A presiedere le esequie è stato don Carmelo Mollica, che con voce commossa ha ricordato la lunga vita trascorsa insieme da Giorgio e Pina, una storia condivisa per decenni, fatta di presenza reciproca, di abitudini, di famiglia, di un legame che non si è spezzato neppure nell’ultimo istante. Il sacerdote ha sottolineato come la loro unione, così solida e discreta, sia stata strappata via da un evento improvviso e crudele, lasciando un vuoto che oggi pesa su tutti.
Nel corso della celebrazione è tornato più volte il pensiero alla dinamica dell’incidente, a quella strada provinciale che da anni viene segnalata per criticità e che continua a essere teatro di episodi drammatici. È stato ribadito con forza quanto sia necessario garantire maggiore sicurezza sulle arterie del territorio, perché nessuna famiglia debba più affrontare un dolore simile. Le parole del sacerdote hanno trovato eco nei volti dei presenti, segnati da incredulità e sconforto, ma anche da un senso di responsabilità collettiva che non può più essere rimandata.
All’uscita dalla chiesa, il corteo funebre si è mosso lentamente, accompagnato da un silenzio rispettoso. Ragusa ha salutato Giorgio e Pina con la consapevolezza di perdere non solo due anziani coniugi, ma una parte della propria memoria comunitaria, fatta di persone semplici, buone, che hanno attraversato la vita senza clamore e che oggi vengono ricordate con affetto sincero. La loro morte lascia una ferita profonda, e il dolore che attraversa la città è il segno di quanto fossero amati e stimati. In questo addio, così composto e struggente, Ragusa ritrova il valore della vicinanza, della cura, della responsabilità verso il bene comune, mentre il ricordo di Giorgio e Pina continua a vivere nelle storie di chi li ha conosciuti e nel bisogno urgente di rendere le nostre strade più sicure.