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Attualità

La Seus e il rientro del personale dalle convenzioni, Fp Cgil e Cisl Fp Sicilia non ci stanno

"Il provvedimento che entra in vigore dal 1° luglio è da sospendere. Organici in carenza di unità"

27 Giugno 2026, 13:27

13:30

La Seus e il rientro del personale dalle convenzioni, Fp Cgil e Cisl Fp Sicilia non ci stanno

Dal 1° luglio la Seus richiamerà in servizio il personale impiegato nelle convenzioni con le aziende socie.

La misura riguarda lavoratrici e lavoratori che da oltre quindici anni operano stabilmente nelle strutture sanitarie della Regione, in larga parte come operatori sociosanitari nelle Asp e negli ospedali di Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento, e rischia di lasciare scoperti reparti e unità operative.

La decisione, formalizzata nelle ultime ore, non coglie del tutto di sorpresa le organizzazioni sindacali, che la bollano come “l’ennesima conferma di una gestione miope e priva di una visione strategica”.

Lo affermano in una nota congiunta Fp Cgil Sicilia, con il segretario generale Francesco Fucile e la segreteria regionale Monica Genovese, e Cisl Fp Sicilia, con il segretario generale Daniele Passanisi e il coordinatore regionale Seus, Claudio Marsiglia, che da anni denunciano carenze di personale e l’assenza di una pianificazione strutturale a fronte dell’invecchiamento e dell’usura della forza lavoro.

L’assottigliamento della dotazione organica e la senescenza del personale erano fenomeni prevedibili — sottolineano le organizzazioni sindacali — e un’azienda consapevole avrebbe dovuto programmare per tempo percorsi di ricambio generazionale e soluzioni per tutelare i lavoratori, invece di ricorrere a provvedimenti improvvisati che rischiano di compromettere la qualità dei servizi”.

Non possono essere i lavoratori a pagare le conseguenze di scelte tardive e inefficaci — è affermato ancora in un documento —. Il rientro forzato del personale dalle convenzioni rischia di creare disagi sia alla Seus sia alle aziende sanitarie che, fino a oggi, hanno potuto contare su operatori formati e perfettamente integrati nei reparti”.

Per i sindacati, il provvedimento appare “inefficace e affrettato”, soprattutto in un ambito — quello dell’emergenza-urgenza — cardine del sistema sanitario regionale e bisognoso di stabilità, continuità e programmazione.

Serve aumentare la dotazione organica, non spostare il problema da un ufficio all’altro”, aggiungono, rimarcando che “la tutela psicofisica dei lavoratori e la qualità del servizio non possono essere sacrificate sull’altare dell’emergenza gestionale. È indispensabile aprire subito un confronto vero”.

Fp Cgil e Cisl Fp chiedono quindi la sospensione immediata dell’atto e l’apertura di un tavolo con Seus, assessorato regionale della Salute e aziende sanitarie coinvolte, per definire soluzioni condivise e sostenibili. In assenza di risposte concrete, annunciano la mobilitazione dei dipendenti.

L’appello si inserisce nel più ampio quadro delle criticità che affliggono la sanità regionale, già gravata da carenze strutturali, mancata sostituzione dei pensionamenti e un crescente fabbisogno di personale qualificato.